Ha rubato $100 Milioni dai suoi clienti. Ora vive nel lusso in Costa Azzurra.

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Il banchiere furfante ha confessato di aver gestito uno schema Ponzi. Ma stava nascondendo un crimine più grande?

Scritto da Liam Vaughan

18 Dicembre 2017, 06:01 CET

Fabien Gaglio ha confessato di aver gestito uno schema Ponzi da $100 milioni secondo i suoi termini. Alle 9 del mattino di un mercoledì a Parigi, vestito elegantemente con un maglione scuro e una camicia bianca perfetta, il banchiere trentanovenne della Riviera Francese entrò in un distretto di Polizia e si sedette in una sala degli interrogatori, armato di un taccuino.

“Per riassumere i fatti,” disse Gaglio al Comandante di Polizia seduto di fronte a lui, “il mio lavoro consisteva nel far crescere i soldi dei miei clienti.” Gaglio era uno dei due direttori in un centro di gestione di patrimoni svizzero, denominato Hottinger & Partners. I suoi facoltosi clienti arrivavano da tutto il mondo: uomini d’ affari a Singapore, artisti in Italia, imprenditori di tecnologie in America, attirati dalla promessa di bassa tassazione, alti rendimenti o discrezione svizzera. Quando qualche investimento ha cominciato ad andare male, spiegò Gaglio, egli “prese i soldi da un cliente per pagarne un altro” e presto evolse nel produrre estratti conto e nel falsificare firme. La messa inscena, lui disse, durò 15 anni. “Je n’ai plus rien,” disse Gaglio. “Non mi resta nulla.”

Il comandante di Polizia, Franck Royet, non capiva perché’ Gaglio gli stesse dicendo tutto ciò. Nessuna delle vittime di Gaglio pareva essere francese. “Perché ti sei fatto avanti in Francia quando la società è in Svizzera e tu vivi in Spagna?” Royet chiese. Gaglio tergiversò, dicendo che aveva consegnato alcuni documenti falsificati in Francia. Nessuno menzionò il fatto che la Francia raramente permette l’estradizione dei propri cittadini. Alle ore 16.20, Gaglio firmò una dichiarazione, ritirò l’orologio da polso che aveva consegnato e tornò nelle strade di Parigi.

Era il 23 Gennaio 2013. Nei giorni seguenti il socio d’ affari di Gaglio, un conte francese con rigogliosi capelli neri di nome Jean-François de Clermont-Tonnerre, cominciò, tra le lacrime, a dare la notizia ai clienti di Hottinger & Partners. Undici di questi presentarono denuncia civile e penale contro Gaglio in Svizzera, cosi come fece la stessa società; la casa madre da cui Hottinger & Partners aveva avuto origine —la banca svizzera Hottinger & Cie, con origini che risalivano fino al diciottesimo secolo —subì perdite che la spinsero in bancarotta. Mentre vittime e investigatori in diverse giurisdizioni analizzavano lo schema che si estendeva su tutto il mondo, i Prosecutori lussemburghesi furono i più veloci ad agire imputandolo di aver prodotto ed utilizzato documenti bancari falsificati, frode, e riciclaggio di fondi rubati.

Gaglio si dichiarò colpevole. “Avendo vissuto nella menzogna per anni, oggi rispondo alle vostre domande nella più completa trasparenza,” dichiarò in un’udienza. “Non ho niente da nascondere.” Ribadì che i soldi dei clienti, e i suoi, non c’erano più. “Preso da una follia che è difficile da spiegare,” disse di aver speso tutto in vacanze lussuose, dipinti di Andy Warhol e Keith Haring e in jet privati. Un collega definì la sua condizione come “Faraonica”. Le opere d’ arte di Gaglio avrebbero potuto essere messe all’ asta per risarcire le sue vittime, ma l’intera collezione, lui disse alle Autorità, era stata rubata dalla sua proprietà qualche settimana prima della sua confessione.

“Fabien Gaglio ha mentito ogni giorno per 15 anni. Perché gli si dovrebbe credere ora?”

Il tribunale ha ordinato a Gaglio di risarcire €150,000 ($177,000), tutto ciò che si credeva che lui potesse permettersi e lo ha condannato a 5 anni di carcere per i crimini commessi in Lussemburgo. Gaglio si è appellato e, dopo aver trascorso un anno in prigione in Lussemburgo è stato temporaneamente rilasciato e la sua condanna è stata ridotta a quattro anni. In Lussemburgo è prassi comune scontare metà della pena in libertà condizionale, ciò vuol dire che Gaglio ha solo più 12 mesi da scontare quando tornerà in prigione. Questo si confronta bene con altre notevoli condanne per schemi Ponzi, come, ad esempio, 150 anni a Bernie Mardoff e 110 anni a Robert Allen Stanford.

Dopo di che, Gaglio sarà libero di riunirsi con la propria famiglia nel complesso residenziale elitario fuori Cannes dove affittano una villa, nonostante le ammissioni di insolvenza. Potrebbe non essere ancora al sicuro. I prosecutori di Ginevra, dove aveva sede Hottinger & Partners, hanno cominciato le loro indagini nel 2013, un portavoce riferisce che sono ancora incorso. Ma, dopo cinque anni, le vittime di Gaglio sono diventate scettiche nel poter vedere mai giustizia. Le autorità svizzere non hanno formulato nessuna accusa criminale e non ci sono segnali che le autorità statunitensi stiano facendo investigazioni. Con la Hottinger con attività cessata e con Gaglio che ha scontato parzialmente la sua condanna, le vittime temono che la motivazione nel proseguire con il caso sia diminuita. E’ difficile immaginare come la situazione avesse potuto evolvere per il meglio per Gaglio se lui stesso avesse pianificato tutto.

Alcuni dei suoi clienti sono convinti che lo abbia fatto.

“Fabien Gaglio ha mentito ogni giorno per 15 anni,” dice Diana Benedek, una donna d’ affari basata in California, la quale dice che Hottinger & Partners ha rubato $20 milioni da lei e da suo marito. “Perché’ si dovrebbe credere a lui?” Un altro cliente, Tilman Reissfelder, che dice di aver perso $12 milioni, ha assunto un investigatore privato esperto di reati finanziari di nome Andrea Galli per occuparsi di contabilizzare il lavoro forense che lui dice che le Autorità Svizzere stanno trascurando. Insieme hanno confutato l’ipotesi che Gaglio abbia agito da solo e che il denaro sia veramente scomparso e suggeriscono una stuzzicante alternativa: il banchiere avrebbe architettato la sua confessione in modo da ridurre la pena e in modo da distogliere l’attenzione da un gruppo di altri malviventi, tra cui un gruppo operativo di riciclaggio di denaro per criminali e per politici corrotti.

E’ un’impressione scaturita dalle 100,000 pagine di estratti conto, corrispondenza e testimonianze raccolte dai prosecutori di Ginevra e analizzate da Bloomberg Businessweek.

Che sia per calcolo o per fortuna, le azioni di Gaglio hanno portato ad una pena notevolmente leggera e hanno mostrato come il Sistema di Giustizia Penale Europeo possa diventare confuso quando si varcano abbastanza confini. Il caso Gaglio non è il più grande schema Ponzi registrato, ma potrebbe essere il più irritante. Esso rafforza l’idea che in Europa i crimini finanziari possono essere più sofisticati delle agenzie di governo che li sorvegliano. E ci ricorda che le giurisdizioni dei paesi sono più di qualche linea su una mappa. Sono delle cuciture e persone come Gaglio sembrano esperti nel sfruttarle.

La costa Azzurra, che si estende lungo la costa del Mediterraneo nel sud est della Francia, è da lungo tempo sinonimo di glamour e di un certo tipo di crimine raffinato.

Un classico del cinema del 1988 Dirty Rotten Scoundrels – titolo italiano “Due figli …” – in cui il gentleman Michael Caine separa i turisti americani dalle loro ricchezze, è stato girato in una delle sue insenature, Beaulieu-sur-Mer. Fabien Nicholas Gaglio è nato lì nel 1973. La sua famiglia era circondata da denaro ma non aveva molto di suo, e Gaglio trascorse la sua infanzia giocando sulla spiaggia mentre gli yacht attraversavano l’orizzonte.

Gaglio – che ha rifiutato di rispondere alle domande tramite il suo avvocato – si è trasferito a Londra dopo l’università per lavorare nella finanza, ma è stato beccato nel 2000 per aver usato titoli bancari falsificati per candidarsi per una posizione presso Merrill Lynch. Fu condannato a una pena sospesa a Nizza, anche se riuscì a farsi ingaggiare più tardi quell’anno presso Rothschild, la banca privata d’élite, con sede a Londra. Rothschild ha rifiutato di commentare, ma probabilmente ha aiutato Gaglio ad avere accesso a una lunga lista di potenziali clienti. Nell’Italia settentrionale, al di là del confine con la casa di famiglia, i Gaglio avevano facoltosi parenti e amici ai quali potevano essere venduti trust e veicoli offshore che avrebbero minimizzato le tasse e avrebbero tenuto nascosta la loro ricchezza. Gaglio ha iniziato a farsi un nome consigliando le famiglie europee sulle fortune generazionali, e nel 2005 è stato reclutato da Hottinger & Cie per unirsi a un nuovo spinoff di gestione patrimoniale.

Gaglio aveva talento nell’ attrarre nuovi clienti. È di bell’ aspetto dal suo punto di vista migliore, con un forte naso romano, un’abbronzatura profonda e grandi occhi color nocciola, che compensano un mento debole e una struttura sottile. E’ leggermente più basso da quanto riportato sul suo passaporto, 5 piedi e 9 – sempre con il collo leggermente inclinato di lato, come se stesse parlando ad un cellulare invisibile. A Hottinger & Partners, il suo bel modo di scherzare da ragazzo si abbina bene con il suo nuovo collega, Clermont-Tonnerre, che assomiglia ad un moschettiere moderno – alto, soave e proveniente da una delle famiglie aristocratiche più famose della Francia.

Nel 2007, un intermediario a Los Angeles presentò’ Gaglio e Clermont-Tonnerre a dei potenziali promettenti clienti: Diana and Andrew Benedek, ingegneri canadesi che avevano recentemente venduto una società per il trattamento dell’acqua a General Electric Co. per $656 milioni. I Benedek avevano appena acquistato un’attività tedesca e stavano valutando di trasferirsi in Europa, quindi l’idea di aprire un conto bancario presso una banca svizzera su misura e conservativa era allettante. Gaglio li sommerse di attenzioni. Organizzò tour di visite di proprietà a Ginevra e a Monaco e una volta insistette affinché’ Diana viaggiasse su quello che lui diceva essere il jet privato della sua società. (Hottinger non aveva nessun aereo; era stato affittato appositamente per l’occasione, per circa $40,000.) “Ci ha conquistati rendendosi instancabilmente utile” Diana, 59, dice. “Siamo francofili” aggiunge Andrew, 74. “Entrambi parliamo francese, amiamo il cibo francese – quindi forse eravamo vulnerabili. Eravamo impressionati.” Dopo una visita nella lussuosa sala riunioni di Hottinger & Cie a Ginevra, Clermont-Tonnerre organizzò una cena per festeggiare i Benedek con un catering di uno chef che era giunto in volo da Parigi con una squadra di personale preso da un ristorante con tre stelle Michelin. I Benedek firmarono come clienti nell’ Aprile 2008.

Alcuni mesi dopo, Reissfelder, un semplice ragazzo di nazionalità Tedesca che viveva vicino a San Francisco vendette la sua start up di viaggi a Expedia per $85 milioni. Aveva 33 anni, con la sua quota non vedeva l’ora di viaggiare per il mondo con la sua fidanzata. Questo fece di Reissfelder la preda perfetta: da poco ricco, finanziariamente inesperto e distratto. Le stesse persone che avevano presentato i Benedek a Gaglio— una rete di avvocati fiscali di nome Society of Trust & Estate Practitioners, o STEP— fissarono l’incontro con Reissfelder. Gaglio creò velocemente un legame emotivo. Quando Reissfelder disse che voleva perdere peso, Gaglio gli inviò foto di lui da giovane in sovrappeso. Non molto tempo dopo, Gaglio firmava i suoi sms quotidiani ed emil con “Bises”—baci. “Nella mia testa pensavo che la confidenza fosse fuori luogo – ma, sai com’è? Sono francesi” Reissfelder dice. “Quando cominciò a suggerire investimenti dissi di no, ma era cosi insistente che mi sentii quasi obbligato.”

Il CEO di STEP George Hodgson ha dichiarato che le notizie delle frodi lo turbavano e che stava monitorando da vicino la situazione in modo da verificare se fosse necessaria una qualche azione da parte sua.

Il caso Gaglio non è il più grande schema Ponzi registrato, ma potrebbe essere il più irritante.

Per anni, i Benedek, Reissfelder, e circa tre dozzine di altri clienti hanno beneficiato della generosità di Gaglio senza rendersi conto che erano i loro stessi fondi che stavano utilizzando. Gaglio mandò un elicottero a prelevare i Benedek da un hotel francese per portarli nei vigneti della Loira. Ha portato Reissfelder in giro per i bar di Parigi in compagnia dell’ex capitano della nazionale francese di rugby. L’ entourage di Gaglio comprendeva un chirurgo, uno scrittore di fumetti, artisti, modelle, un economista, aristocratici, facoltosi italiani che non sembrava avessero bisogno di lavorare, e lo stimato inventore della musica elettronica da ballare. Parte del fascino di Gaglio consisteva, come per Jay Gatsby, nell’ invitare persone ad unirsi in sua compagnia nello stiloso mondo che lui aveva creato per se’.

Gaglio manteneva felici i suoi clienti con periodici estratti conto che mostravano i loro fondi in stabile crescita, anche se la crisi finanziaria incalzava. Se non riusciva a persuadere un cliente a firmare una transazione o un investimento faceva falsificare la firma ad uno degli impiegati di Hottinger & Partners.

Nel 2012, i Benedek pianificarono di tornare negli Stati Uniti e informarono Gaglio che volevano trasferire $30 milioni su un’altra banca. Gaglio tergiversò per mesi, fino a quando il nuovo banchiere dei Benedek mise insieme una discrepanza a sette cifre. Tre settimane dopo Gaglio andò alla stazione di Polizia a Parigi.

“Il tuo stomaco implode quando ti rendi conto che non è vero,” dice Reissfelder, scuotendo la testa nel ricordare. “Non dormi per giorni. Non è solo per i soldi; è tutta la tua fiducia nell’ umanità. Cominci a dubitare di tutto – tutto quello in cui credi, tutte le persone con cui ha interagito. Non è facile da gestire.”

All’ inizio, Reissfelder era fiducioso che avrebbe recuperato parte dei suoi milioni perduti. I prosecutori a Ginevra raccoglievano prove, conducevano interrogatori e perquisivano uffici. Ma i progressi si sono allentati. Nel Maggio 2015, due anni dopo la confessione di Gaglio, uno degli avvocati di Reissfelder, Stephane Poehner, suggerì di chiamare Andrea Galli.

Galli e sua moglie gestiscono un’agenzia investigativa specializzata da una casa minimalista in una strada residenziale a Zurigo. Galli, che è svizzero italiano e ha capelli grigi all’ altezza delle spalle, barba, occhiali senza bordi, ha ricevuto una formazione da scienziato, ottenendo un PhD in fisica delle particelle e ha trascorso del tempo nell’ Istituto Max Planck di Monaco. Oggi applica le sue capacità analitiche per rintracciare denaro nell’ oscurità del sistema finanziario off shore.

“Ho studiato fisica teorica, dove si impara la causa dei dati e si riduce la complessità ad un modello,” Galli, 49, dice nella sua veranda, la sua voce appena più forte di un bisbiglio. Ha indosso un indumento senza forma di lino che gli conferisce l’aria di un maestro di arti marziali a riposo. “Hai molti piccoli dettagli e lentamente costruisci il quadro completo. Non importa se analizzo l’andamento degli elettroni o le strutture di società di facciata – è la stessa cosa.”

Galli ha accettato di aiutare Reissfelder a rintracciare i suoi fondi perduti. I prosecutori svizzeri gli hanno dato 88 faldoni di prove reperite durante le indagini. Questi comprendevano dati societari di Gaglio, transazioni ed email. Nel corso di lunghe e calme giornate, intervallate da pause sigaretta e caffè nero, Galli ha realizzato un grafico di connessioni su lavagna digitale, fino a quando la sua intera percezione del caso non è cambiata. E’ arrivato a credere che Gaglio sia più di un piccolo Madoff e che prima di operare lo schema Ponzi, tra il 2003 e il 2009, Gaglio fosse stato un sofisticato riciclatore di denaro che aiutava uomini d’ affari, politici e criminali a ripulire circa $300 milioni attraverso un sistema finanziario offshore. Galli sospettava che la confessione dello schema Ponzi a Parigi fosse una copertura per le sue attività precedenti.

Al centro delle operazioni di Gaglio, i documenti lo mostrano, c’era una società basata in Belize nel 2003, denominata Glendale Portfolio Inc. Gaglio controllava anche una serie di società che implementavano Glendale—società di copertura, registrate in località tipo Liechtenstein e Cipro, attraverso le quali i fondi passavano fino al punto di diventare quasi impossibili da rintracciare. Gli estratti conto mostrano somme di denaro che variano da poche migliaia di dollari a diversi milioni che finiscono nelle società di copertura, poi cifre simili lasciano i conti alcune ore dopo. C’erano circa 100 beneficiari, tra cui un dirigente petrolifero del Medio Oriente, un magnate portoghese del cemento e un lobbista politico accusato in Brasile di aver pagato tangenti.

Glendale tratteneva circa 10 centesimi per ogni dollaro gestito, secondo un’analisi dettagliata che Galli ha presentato alle Autorità. Estratti conto analizzati da Bloomberg Businessweek mostrano che il denaro delle società e di altre entità controllate da Gglio è confluito nei conti o nelle attività del partner di Gaglio, Clermont-Tonnerre e di diverse figure che avevano preso parte al vertiginoso corteggiamento di Reissfelder, i Benedek, e altri clienti di Hottinger & Partners: lo chef con stella Michelin, Yannick Alleno; il capitano di rugby, Jean-François Tordo; e il pioniere della disco music, Giorgio Morode, il cui coinvolgimento con lo scandalo è stato in primis riportato dal giornale tedesco Brand Eins. Le Autorità Svizzere non hanno accusato nessuno di alcun crimine.

Clermont-Tonnerre ha dichiarato tramite il suo legale di essere fiducioso che verrà scagionato. Accuse precedenti di frode mosse a lui in Lussemburgo sono decadute a causa di mancanza di prove. Il socio di affari di Alleno, Florence Cane, ha dichiarato che i pagamenti erano per servizi forniti a Hottinger e che non c’era motivo di mettere in discussione la loro origine all’ epoca. Tordo ha rifiutato di commentare se non per il fatto di aver dichiarato di aver appreso dei crimini di Gaglio quando tutti lo hanno saputo e che non ha più nessun rapporto on lui. Moroder, che era cliente di Hottinger & Partners, non ha risposto alle richieste di dichiarazioni. Ha detto agli investigatori di non essere finanziariamente esperto e che non ha mai verificato l’ origine dei pagamenti sul suo conto. Nel 2015 ha presentato una sua denuncia contro Gaglio a Ginevra.

Galli Faticava a mettere insieme le prove con il quadro presentato da Gaglio nel tribunale lussemburghese. Le udienze non hanno mai preso in considerazione la possibilità’ che Gaglio stesse riciclando denaro per conto di terzi; i suoi avvocati hanno dichiarato che non c’è stata premeditazione nel suo accumulare di perdite e nei suoi goffi tentativi di coprirle. Ma tutto quello che Galli leggeva suggeriva preparazione e intenzione.

A partire da quando Gaglio aveva poco più di una ventina d’ anni, Gaglio ha cominciato a creare dozzine di società e di trust in giro per il mondo; interagiva con avvocati, banchieri e regolatori; e orchestrava punteggi di transazioni ogni settimana. Era un’impresa gigantesca per un individuo. L’ unica possibile spiegazione, secondo l’idea di Galli, era che Gaglio non stesse agendo da solo.

Galli giunse a sospettare che Gaglio abbia cominciato le sue attività illecite sin dai suoi primi giorni presso Rothschild— inserendosi in reti di riciclaggio di denaro pre esistenti tramite legami di famiglia. Una notevole transazione precoce, il 10 Maggio 2006, era un pagamento di €100,000 a un produttore di film italiano di nome Giorgio Prandoni, con una nota che lo descriveva come “onkel.” In tedesco significa “zio”, anche se non è chiaro se Galgio lo intendesse alla lettera o in modo informale.

Questa era una delle diverse transazioni tra i due. Un certo numero di clienti di Gaglio faceva pagamenti o riceveva denaro da Prandoni, tra cui Daniele Lorenzano un ex consigliere del Primo Ministro Italiano Silvio Berlusconi, condannato a tre anni e otto mesi nel 2012 per evasione fiscale; e Danny Rowe, un uomo d’ affari canadese del marketing multi livello, co-proprietario di una banca russa che nel 2015, un anno dopo la vendita da parte di Rowe, si è vista revocare la licenza per non aver preso adeguate misure per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo.

Parte del fascino di Gaglio consisteva, come per Jay Gatsby, nell’ invitare persone ad unirsi in sua compagnia nello stiloso mondo che lui aveva creato per se’.

Il fatto che così tante attività sospette, dall’ Italia alla Russia, alla Riviera Francese, alla California scambiassero transazioni con cadenza regolare soprese anche Galli, che tiene un database di flussi illeciti di denaro a livello globale. “Non avevo idea che esistessero così tanti collegamenti prima di iniziare questo caso,” dice. Il registro delle transazioni nel caso Hottinger potrebbe suggerire che i sistemi di riciclaggio di denaro sparsi per il mondo interagiscono bene insieme – usando le reciproche entità offshore quando i loro interessi combaciano. Oppure potrebbero solo mostrare che Gaglio ha attirato persone con la stessa modalità di pensiero con scarsa o nulla conoscenza della loro parte in uno schema più grande.

Prandoni ha dichiarato via mail di conoscere a malapena Gaglio. Non ha risposto alle domande sulle transazioni. Lorenzano ha dichiarato di essere solo un altro cliente di Hottinger & Partners “tradito” da Gaglio. Rowe, che ha anche lui denunciato Gaglio, ha rifiutato di commentare tramite il suo avvocato.

I documenti nel caso suggeriscono che c’è uno spartiacque tra due fasi nella carriera di Gaglio. Dal suo ingresso nel private banking nel 2009 l’attenzione sembra essere stata concentrata sul riciclare denaro per una quota, secondo le analisi che Galli ha consegnato alle Autorità. Poi, quell’ anno una grande investigazione criminale statunitense sull’ evasione fiscale presso la banca svizzera UBS Group AG portò attenzione globale al ruolo del paese nell’ aiutare i ricchi a nascondere i loro soldi e il flusso di transazioni nella rete Glendale andò a diminuire. Gaglio cominciò a distogliere denaro dai conti di Reissfelder, i Benedek e altri.

Molto prima della confessione, Gaglio e Clermont-Tonnerre cominciarono a infondere denaro in attività commerciali utilizzando complesse strutture che di fatto oscuravano la loro identità, report analizzati dallo show Bloomberg Businessweek . Una di queste società era la società di energia solare CAP SUD SAS, fondata in Francia dalle rispettive mogli, l’amico del rugby Tordo ed un quarto individuo di nome Stephane Gilli, che ha ricevuto prestiti per un totale di €3 milioni da un’entità offshore di proprietà di Gaglio e di Clermont-Tonnerre. Dal 2013 al 2015, le sussidiarie di CAP SUD hanno ricevuto un infoltimento aggiuntivo di €19 milioni in contanti, secondo i documenti. I documenti non mostrano da dove provenisse il denaro e Gilli, presidente di CAP SUD non ha risposto alle domande che gli chiedevano di commentare.

Un’altra entità era Groupe Eventeam, un’agenzia di vendita di biglietti di eventi sportivi di proprietà dell’ex giocatore e capitano di rugby Tordo. Gaglio ha pagato €3.7 milioni per un pacchetto azionario nel 2011 e ha trasferito altri $2 milioni ulteriori nella società dai conti di Reissfelder e dei Benedek. Il presidente di Eventeam, Igor Juzon, ha dichiarato in una email che all’ epoca non era a conoscenza del fatto che c’era Gaglio dietro all’ investimento nella sua società. Ha aggiunto che i pagamenti ricevuti dalla sua società erano per servizi resi e ha negato di essere a conoscenza di alcuna attività criminale di Gaglio prima del suo arresto. Ne’ la moglie di Gaglio, ne’ quella di Clermont-Tonnerre hanno risposto ai messaggi e alle mail che chiedevano commenti.

Cinque anni dopo la confessione di Gaglio le sue vittime continuano la loro campagna in modo da portare le Autorità in diverse giurisdizioni europee ad intraprendere azioni. Reissfelder, facendo riferimento a prove scoperte da Galli, ha presentato nuove denunce a Ginevra, Lione e Milano, suggerendo che Hottinger & Partners era una copertura per riciclatori di denaro e mettendo in evidenza i flussi di denaro verso CAP SUD e Eventeam. Nel Nord Italia, a Bolzano, il tribunale si riunirà questo mese per stabilire se sussistono elementi per investigare ulteriormente su Moroder per il suo presunto coinvolgimento nel crimine. Lo scorso Aprile, un gruppo di 10 Senatori italiani ha indotto un’interrogazione parlamentare richiedendo un’indagine indipendente sulle attività di Moroder, Prandoni, e un terzo uomo, Alfonso Ziribotti, che ha ricevuto anche lui fondi rubati. Ziribotti, che ha presentato la sua denuncia contro Gaglio, dichiara che credeva che i pagamenti ricevuti provenissero dai suoi fondi.

La bufera sembra non aver raggiunto Gaglio. Dopo aver affittato una modesta proprietà durante il suo processo in Lussembrugo e dopo aver dichiarato che si mantiene solo grazie alle sovvenzioni statali e grazie agli aiuti dei suoi genitori, dati mostrano che si è trasferito con la famiglia in una villa da $10,000 al mese in un complesso esclusivo vicino a Beaulieu-sur-Mer. Nel 2015, una delle opera d’arte che lui aveva dichiarato essere stata rubata prima della sua confessione – una scultura di Yves Klein – è stata battuta per $200,000 ad un’asta a New York. Non è stata rivelata l’ identità del venditore.

Non c’è modo che Gaglio possa aver previsto come gli eventi avrebbero evoluto dopo essersi presentato nella stazione di Polizia a Parigi nel 2013. Ma, scegliendo dove e quando confessare, confessando alcune attività e non altre, presentandosi come un investitore fallito piuttosto che come un ladro che stava ancora spostando fondi in giro per il mondo, è stato in grado di dare una forma alla storia della sua vita molto prima che potesse esaurire le sue opzioni di azioni.

A prescindere da come finirà la storia, Galli ammette una riluttante ammirazione per Gaglio. “L’ ammontare della complessità e il numero di attori è davvero notevole,” dice. “Tenere a mente la struttura e farla funzionare per così tanto tempo sotto tutta quella pressione – è incredibile. Deve avere una memoria di ferro.”

Per Reissfelder, che ha speso più di $1 milione per finanziare le sue investigazioni private, perseguire Gaglio non è più solo una questione di denaro. “A un certo punto devi sederti e chiederti: com’è il rapporto costo – beneficio qui?” dice. Il sorriso sul suo volto lascia spazio alla determinazione. “Se non ci sono conseguenze allora il mondo è seriamente compromesso.”

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“Cirillo, Metodio, Carlo Magno e gli Stati Uniti d’Europa”

http://statiunitieuropa.blogspot.it/2017/03/cirillo-metodio-e-carlo-magno-cura-di.html?m=1

 

Who or what influenced Snowden

The world seen as a chessboard on which skillful players concoct their moves, trying to predict countermoves, the deployment of the other reactions.

“Knight Snowden” presented himself as a knight without fear and without reproach, lit by a sudden democratic feeling, the love for a Country from which he felt betrayed, or rather, it was the homeland that was betrayed by its rulers.

Then suddenly he took the decision of disclosing all the secrets he had come to know, data and classified information that had been subtly snatched from people by a Government, the US Government, which he was no longer willing to serve.

Up to this point, it would be understandable – I no longer believe in the system, I isolate myself and I try to fight it – but the young hacker behavior still leaves doubt that no one will be able to dispel, at least for the moment.

In this document, we will try to analyze, without giving demagogic assessments, the only known elements: personality, environment and effects.

Personality:

From known facts, it can be assume that the boy, son of an officer of the Coast Guard and of a Clerk of the Federal Court of Maryland, attended the compulsory education until the 10th grade, but failed to complete the computer science course and was forced to graduate from a private school.
The cause of his erratic school attendance is attributed by his father to epilepsy, a disease from which Edward has been suffering from an early age.

With only twenty years, Edward tries to enlist in the American Special Forces with the intention of going to fight in Iraq, but after four months, he is reformed and sent home. In 2004, he manages to find a job as a guard at the University of Maryland, where NSA has offices.
Since the health conditions of the boy were not taken into consideration, it is likely that for this job the boy was helped by his father’s acquaintances. As we said, his father is an Officer of the State Coast Guard. The boy suffers from epilepsy, which detrimental for a job position of security and maybe this may have been the cause his the dismissal from the armed forces.

It is common and consolidated practice for the CIA to recruit its agents and employees at Universities, and so it must have been for Snowden, solely for his skills and especially his computer skills.

Then he was supposedly moved to Geneva, I do not think to the main head quarter, but most likely he was under the cover of one of the many offices of the “Company”.

There is plenty of work in Geneva. The city is an economic hub for international affairs and in addiction to that it is one of the headquarter connection of the International Atomic Energy Agency, but it is very likely that Edward was used as a hacker, not as an operative agent.

In 2009, after being also in Japan on behalf of the CIA, he left the Agency to be hired by a contractor company that performs services on behalf of the NSA.

We could assume that the CIA would hardly let go him if he had been deemed as strategically useful, or he could have been part of a covert project in a private company that handles in outsourcing some intelligence works. This will remain a mystery until Edward decides to talk about it.
Only 26, the boy apparently visited several locations of the US espionage, most likely as a hacker. Then, since he was not an operative agent, he did not have to pass the very strict physical and psychophysical tests that all agents on field have to pass. These tests would have surely revealed the shortcomings of reliability and stability that are necessary for an operative agent.

Environment:

The current environment changed the weapons and the battleground between the powers, but not only, it also amended the litigations, shifting the targets from physical to metaphysical, from places to tools.

The wars that are fought on the ground, although bloodier, perhaps are not the most strategically important. The battles that are won in the cyberspace, can bring down or can rule statuary, economic, scientific and industrial systems.

Armed and hardly trained men, were replaced by normal or even subnormal kids, who instead of spending their youth in a gym, spend their nights hunched over keyboards and front of video screens, often earning a high myopia. It doesn’t matter if you’re epileptic, you can receive the necessary treatment at any time. It doesn’t matter if you are prepared, ready to die, if you completed your studies at West Point. What matters is that you have the skill of partaking in web environments, you owned a laptop since your childhood, you have a social network profile, and you have the ambition of becoming a hacker.

The new prototype of secret agents is just like Edward Snowden and similar soldiers are needed a lot to analyze and catalog the huge amount of data that every second cross the network and are intercepted, which is why many services are given to private companies in outsourcing.

Allocating such a service to a specialized agent has a much higher cost than using a trained operator only to do that, which is why they turn to the contractors.

It is said nowadays that the network is a sieve; of course, it has always been so, with the only difference that now the need to spy and to get protection from the electronic espionage is much bigger than in the past.

Let’s assume that no telematically transmitted data is safe. The network is like a huge safe where we keep our treasures, our most important data. This safe has a key that is produced or generated by those who built the virtual safe, that is the big electronic software companies. Having control of Microsoft and Apple and or other companies like that, means to know all the keys of access of all the users.

The world can not do without the computer network, if it collapsed it would be total chaos. We all are aware of it, but we hope that does not happen. Governments, the various secret services, engage in this battle with a dual aim: to defend themselves and to try and destroy the enemy.
But how is it organized, or rather, how should the work of electronic espionage be organized?

If we consider the profiles of the operators, especially with regards to the contractors, who did not sustain the tests for reliability and confidentiality, the espionage projects are, or at least should be, divided into levels, chopped, and assigned to each individual. This way, only assembling the various pieces you can get a complete picture. The complete picture should be in the hands of the coordinator, the project manager of absolute reliability.

The question is: how did Snowden manage to steal such a large amount of data without anyone noticing, and in a limited period of time? It is not possible, unless you consider that all this is part of a month, maybe year, long project, during which Edward, individually or, more likely guided, collected and stored million data, with hacking activities, taking advantage of his privileged position.
Analyzing his behavior before his escape, you can understands very well that he was part of a well-studied plan.

He had left about a month before the house where he lived with his girlfriend in Hawaii, he had leaked some tiny information, and remained anonymous for a while, as he knew he would not have remained anonymous for long. Then he did not take a flight not for Iceland or for another Country that would have easily granted him political asylum, instead he went to Hong Kong, i.e. is the People’s Republic of China.

Is it possible to imagine that an American subject, certainly filed as a spy by the Chinese secret services, can enter the Chinese territory and then he can stay there quietly in a comfortable Hotel for about 20 days without the Authorities being informed? No, who at least once passed the controls of the Chinese Border Police, knows very well that this is not possible.

Although Hong Kong is a special administration Country and you do not need to obtain a visa before entering, if the visit is for tourism and it does not last more than 90 days, at the Border you are registered and checked.

China diplomatically takes time with the US request of expelling the “traitor”. They verify that he does not appear in any “wanted” list of the INTERPOL and claim they cannot violate the rights of a citizen upon which a request for international arrest has not yet been formalized; all said by the People’s Republic of China!

What did Snowden give to the Chinese Snowden to avoid being kicked out from Hong Kong? It is easy to guess. But the situation becomes more and more tense, and so the young American decides to leave for Moscow.

In order to take a flight for Russia you need a visa or, in case of a transit flight, you need a ticket to another Country. It is impossible that Aeroflot let him board without a defined final destination.

In Moscow he stayed at the only hotel in the transit area, the Kora Vip Hotel, located between Terminal 1 and Terminal 2 of the highly controlled Sheremietievo International Airport. The hotel is rather small with about twenty rooms, the rooms cost from 88 to 158 $.

The US make a bold move and cancel Snowden’s passport, so no airline can let him on board. Try and imagine an common person in Russian territory, if not formally yet physically in Russia, without a passport, without a visa and without a transit ticket? IMPOSSIBLE

The effects:

Saying that the effects of the Snowden case had not been calculated would be naive; suspecting that the story has distant origins would be legitimate. If this were the case, it would certainly be the most sophisticated intelligence operation presumably orchestrated by the Russian or the Chinese or by both in a joint venture.

The story begins with news of the development of billions of contacts, data, numbers, locations related to communications, some people are shocked, they cry in protest then the world realizes that this is the way of the world.

Then there is something else, the US are spying on the European allies, diplomatic missions, representatives and even the ECB.

It is chaos, the European Parliament President Martin Schulz, a German Social Democratic, called  treason; that’s first effect: the suspension of the procedure for the FTA treaty between the EU / USA.
Then French, in favor of the treaty, came into play, but proposed the so-called “Cultural Reserve”.

The free trade agreement between the two sides of the Atlantic would constitute a commercial district that is 50% of the world GDP, this means an increase of about 1% of the GDP and it has a value of about 195 billion for Europe and of 90Mld for the US.
Obviously, the other major markets, Russia and China in the first place, would have the losses and would be affected by the abolition of customs duties. These happen to be the very same Countries where the most wanted man of the moment stayed and is currently staying.
Two birds with one stone, in addition to the rupture of the free trade negotiations, the Snowden’s move produced a climate of mistrust that could affect military reports and defense identity within NATO.
The United States of America have been shifting lately the attention and then the strategic military resources from the Atlantic to the Pacific, considering now the Atlantic axis normalized and under control of the Allies.

The rupture or interruption of relations between the EU and US could delay the positioning accuracy on the Pacific axis of the US forces, thus causing damage in the joint control of the balances in Southeast Asia, one of the commercial and hegemonic objectives of the Beijing policy.

To close up, characters, settings, places and objectives, lead more to consider the Snowden case as an excellent intelligence activity rather than as the initiative of a single patriot animated by good feelings.

Cosa o chi ha condizionato Snowden

Il mondo visto come una scacchiera sulla quale abili giocatori architettano le proprie mosse, cercando di prevedere le contromosse, le reazioni dell’altro schieramento.

“Knight Snowden” si è presentato come un cavaliere senza macchia e senza paura, illuminato da un improvviso sentimento democratico, d’amor di una Patria dalla quale si è sentito tradito, o meglio era la Patria ad essere stata tradita dai governanti.

Allora d’un tratto prese la decisione che sviscerare tutti i segreti dei quali era venuto a sapere, quei dati e quelle informazioni riservate, carpite alla gente in maniera subdola da un Governo, quello degli Stati Uniti d’America, che lui non aveva più intenzione di servire.

Fino a questo punto sarebbe comprensibile – non credo più nel sistema, mi isolo e cerco di combatterlo – ma il comportamento del giovane hacker lascia comunque dei dubbi che nessuno sarà in grado di dissipare, almeno per il momento.

In questo nostro documento cercheremo di analizzare, senza dare valutazioni demagogiche, i soli elementi conosciuti: personalità, contesto ed effetti.

Della personalità:

Dai dati conosciuti si può desumere che il giovane, figlio di un Ufficiale della Guardia Costiera e di una Impiegata della Corte Federale del Maryland, ha frequentato la scuola dell’obbligo fino al 10° grado, ma non è riuscito a completare il corso d’informatica ed è stato costretto a diplomarsi in una scuola privata.

La causa della sua incostante presenza scolastica viene attribuita dal padre all’epilessia, malattia della quale Edward soffre sin da piccolo.

Appena ventenne Edward cerca di arruolarsi nei corpi speciali americani con l’intento di andare a combattere in Iraq, ma dopo quattro mesi viene riformato e rispedito a casa. Nel 2004 riesce a trovare posto come guardiano presso l’Università del Maryland dove ha una sede la NSA.

È possibile che per questo lavoro abbiano pesato le conoscenze del padre, che come si è detto, è un Ufficiale della Guardia Costiera dello Stato, dato che certamente non sono state valutate le condizioni di salute del ragazzo affetto da epilessia, pregiudizievole per un lavoro di sicurezza, forse sarà stata questa la causa del congedo dalle forze armate.

È prassi comune e consolidata per la CIA reclutare presso le università i suoi agenti e collaboratori e così sarà stato per Snowden, esclusivamente per le sue competenze e soprattutto attitudini informatiche.

Sarebbe stato quindi trasferito a Ginevra, non credo presso l’Antenna locale, ma molto probabilmente sotto la copertura di uno dei tanti uffici della “Company”.

Di lavoro a Ginevra c’è n’è tanto, oltre ad essere un crocevia economico per gli affari internazionali è una delle sedi di collegamento della International Atomic Energy Agency, ma è molto probabile che Edward sia stato utilizzato come hacker, non certo come operativo.

Nel 2009 dopo essere stato anche in Giappone per conto della CIA, lascia l’Agenzia per essere assunto da una società di contractor che svolge servizi per conto della NSA.

Viene da presumere che la CIA difficilmente l’avrebbe lasciato andare se fosse stato ritenuto strategicamente utile, oppure poteva far parte di un progetto di infiltrazione di una delle private company che gestiscono in outsourcing alcuni lavori di intelligence, questo resterà un mistero fin quando Edward non deciderà di non parlarne.

A soli 26 anni il ragazzo avrebbe girato diverse sedi dello spionaggio statunitense, molto probabilmente come hacker quindi, non essendo stato un operativo, non ha dovuto superare le rigidissime verifiche fisiche e psicofisiche alle quali sono sottoposti gli Agenti sul campo, che avrebbero sicuramente fatto emergere le carenze di affidabilità e stabilità necessarie per un operativo.

Del contesto:

Il contesto attuale ha modificato armi e terreno di scontro tra le potenze, ma non solo, ha modificato anche i contenziosi, indirizzando gli obiettivi da fisici a metafisici, da luoghi a strumenti.

Le guerre che si combattono sul terreno, anche se più cruente, forse non sono strategicamente le più importanti. Le battaglie che si vincono nel cyberspace, possono far crollare o governare sistemi statuari, economici, scientifici e industriali.

Uomini corazzati e duramente addestrati, sono stati sostituiti da normali o addirittura subnormali ragazzi, che invece di passare la loro adolescenza in una palestra, hanno trascorso le notti chini su tastiere e davanti a schermi video, guadagnandosi spesso una forte miopia.  Non importa se sei epilettico, potrai ricevere le cure necessarie in qualsiasi momento. Non importa se sei preparato, pronto a morire, che tu abbia concluso gli studi a West Point, l’importante che tu abbia l’attitudine a cimentarti negli ambienti web, che sin da piccolo abbia posseduto un portatile, un profilo social network, che tu abbia l’ambizione di diventare un hacker.

Le nuove schiere di agenti segreti sono proprio come Edward Snowden e di soldati del genere ne servono molti per analizzare e catalogare l’enorme quantità di dati che ogni secondo viaggiano sulla rete e vengono intercettati, per questo motivo molti servizi vengono dati in outsourcing a società private.

Destinare ad un servizio del genere un Agente specializzato ha un costo ben più elevato che utilizzare un operatore formato solo per far quello, ecco perché si ricorre ai contractor.

Si dice ora che la rete è un colabrodo, ovvio, lo è sempre stato, solo che adesso la necessità di spiare e di difendersi dallo spionaggio telematico è enormemente maggiore che in passato.

Partiamo dal presupposto che nessun dato che viaggia in maniera telematica è sicuro. La rete è come una enorme cassaforte dove custodiamo i nostri tesori, i nostri dati più importanti. Questa cassaforte ha una chiave che viene prodotta, ovvero generata, da chi ha costruito lo scrigno virtuale, le grandi compagnie elettroniche di software. Controllare Microsoft e Apple o altre compagnie del genere, equivale a conoscere tutte le chiavi d’accesso di tutti gli utenti.

Il mondo non può fare a meno della rete informatica, se crollasse sarebbe il caos totale; tutti ne siamo consapevoli, ma speriamo che ciò non accada. I governi, i vari servizi segreti, ingaggiano questa battaglia con l’intento duplice: difendersi e tentare di distruggere il nemico.

Ma come viene organizzato, o meglio come dovrebbe essere organizzato il lavoro di spionaggio elettronico?

Tenendo conto dei profili degli operatori, specie per i contractor, che non hanno superato test di affidabilità e riservatezza, i progetti di spionaggio sono, o almeno dovrebbero essere, suddivisi su livelli, spezzettati, assegnati ai singoli, in maniera tale che solo l’assemblaggio dei vari pezzi possa dare una lettura completa. Il puzzle completo dovrebbe essere nelle mani del coordinatore, del project manager di assoluta affidabilità.

La domanda è: come ha fatto Snowden ad appropriarsi di una tale quantità di dati senza che nessuno se ne accorgesse e in un peridio limitato? Non è possibile, a meno che non si consideri che tutto questo faccia parte di un progetto lungo mesi, forze anni, durante il quale Edward, autonomamente o più verosimilmente pilotato, abbia raccolto ed archiviato milioni di dati, con attività di hackeraggio, sfruttando la sua posizione privilegiata.

Analizzando il suo comportamento prima della fuga, si capisce benissimo che è stato parte di un piano ben studiato.

Aveva lasciato circa un mese prima la casa dove viveva con la fidanzata alla Hawaii, aveva fatto uscire con il contagocce alcune informazioni, rimanendo per un po’ anonimo, tanto sapeva che non avrebbe retto per molto l’anonimato, poi non ha preso un volo non per l’Islanda o altro paese che facilmente avrebbe concesso l’asilo politico, ma per Hong Kong, cioè per la Repubblica Popolare Cinese.

È possibile immaginare che un americano, sicuramente schedato come spia dai servizi cinesi, possa giungere in territorio cinese e rimanervi tranquillamente in un comodo Hotel per circa 20 giorni senza che le autorità fossero state infornate? No, chi almeno una volta ha passato i controlli della polizia di frontiera cinese, sa benissimo che questo non è possibile.

Anche se Hong Kong è una amministrazione speciale e non necessita ottenere un visto prima di entrarvi, se la visita è a scopo turistico e non dura più di 90 giorni, alla dogana si viene registrati e controllati.

La Cina diplomaticamente, alla richiesta americana di espellere il “traditore”, prende tempo, accerta che non compare in un “wanted” dell’INTERPOL e dichiara di non poter violare i diritti di un cittadino sul quale non è stata ancora formalizzata una richiesta di arresto internazionale; detto dalla Repubblica Popolare Cinese!

Cosa avrà dato ai cinesi Snowden per non essere cacciato a pedate da Hong Kong, è facile intuirlo. Ma l’aria si fa sempre più afosa e il giovane americano decide di partire per Mosca.

Per imbarcarsi per la Russia è necessario avere un visto oppure, se si tratta di un transito, un biglietto per un altro Paese, impossibile che Aeroflot l’abbia fatto imbarcare senza una meta precisa.

Giunto a Mosca viene ospitato nell’unico albergo in zona transito, Kora Vip, situato tra il terminal 1 e il terminal 2 del controllatissimo aeroporto internazionale di Sheremietievo, una piccola struttura con una ventina di camere, le camere costano da 88 a 158$.

Gli USA fanno un colpo di mano, annullano il passaporto di Snowden così nessuna compagnia aerea può imbarcarlo. Immaginate un comune mortale in territorio russo, se non formalmente fisicamente in Russia, senza passaporto senza visto, senza biglietto di transito? IMPOSSIBILE

Degli effetti:

Dire che gli effetti del ciclone Snowden non siano stati calcolati sarebbe da ingenui; sospettare che la vicenda abbia origini lontane sarebbe legittimo. Se così fosse sarebbe certamente la più sofisticata operazione di spionaggio messa a segno immaginiamo da russi o cinesi o da entrambi in una joint venture.

La vicenda inizia con notizie sull’elaborazione di bilioni di contatti, dati, numeri, localizzazioni riferibili alle comunicazioni, qualcuno si scandalizza, grida poi il mondo si rende conto che così fan tutti.

Poi si fa strada un’altra notizia, gli USA spiano gli alleati europei, sedi diplomatiche, rappresentanze e addirittura la BCE.

Apriti cielo, Martin Schulz Presidente del Parlamento europeo, coriaceo socialdemocratico tedesco, grida al tradimento, primo effetto: la sospensione della procedura per il trattato di libero scambio UE/USA.

A far da sponda ci si mettono poi i francesi, favorevoli al trattato ma propositori della c.d. “riserva culturale”.

Il libero scambio tra le due sponde dell’atlantico costituirebbe un’area commerciale che vale il 50% del PIL mondiale, significa un aumento del PIL del 1% circa e ha un valore circa 195 Mld per l’Europa e 90Mld per l’America.

Ovviamente a farne le spese sarebbero gli altri grandi mercati, Russia e in primis Cina, penalizzati dall’abolizione dei dazi doganali e che guarda caso sono gli stessi Paesi dove ha soggiornato e soggiorna il ragazzo più ricercato del momento.

Con una fava due piccioni, oltre alla rottura dei negoziati sul libero scambio, la mossa di Snowden ha prodotto un clima di diffidenza che potrebbe incidere nei rapporti militari e di difesa in seno alla Nato.

Gli Stati Uniti d’America da qualche tempo stanno spostando l’attenzione e quindi le risorse strategiche militari dall’atlantico al pacifico, ritenendo l’asse atlantico oramai normalizzato e sotto controllo degli alleati.

La rottura o l’interruzione dei rapporti tra UE e USA potrebbe ritardare il posizionamento sull’asse del pacifico delle forze USA, provocando un danno nel controllo paritetico degli equilibri nel sud est asiatico, uno degli obiettivi commerciali ed egemonici della politica di Pechino.

In conclusione, personaggi, contesti, luoghi e obiettivi, portano più a considerare un’ottima attività di intelligence che ad una iniziativa di un singolo dettata da buoni sentimenti patriottistici.

 

 

 

 

16 Dicembre 2016

16 Dicembre 2016