PAS, Parental Alienation Syndrome, sindrome da alienazione genitoriale

Propongo qui, l’ ultimo mio articolo pubblicato sulla Newsletter di questo mese dell’ ANS (associazione nazionale sociologi) l’ intera Newslwter è scaricabile a questo indirizzo

http://www.ans-sociologi.it/word/newsllast.doc

PAS, Parental Alienation Syndrome, sindrome da alienazione genitoriale

Carissimo Presidente, carissime colleghe e colleghi,
Vi propongo una discussione aperta sul tema della PAS, Parental Alienation Syndrome, in italiano sindrome da alienazione genitoriale.
Ancora una volta le controverse teorie della psicologia e della psichiatria entrano prepotentemente nella sfera di competenza, anche se non esclusiva, della scienza sociale.
Ancora una volta, in mancanza di una normativa giuridica univoca, assistiamo ad interventi giurisdizionali proposti ed eseguiti a seguito di valutazioni consulenziali e soggettive, che a mio avviso invece che risolvere un evidente problema sociale, quello dell’affido dei minori, lo acuiscono in maniera drammatica.

E’ del 22 Aprile scorso la notizia della sottrazione autoritaria di due minori, portati via dalla loro casa e dall’affetto della madre per essere affidati ad una casa famiglia.

Sono e resto rispettoso delle sentenze della magistratura, ma mi riservo un diritto di critica qualora, come in questo caso, il giudizio di merito, come quello di diritto, difetta di basi, scientifiche e giuridiche, quindi si prestano ad una interpretazione soggettiva.

Le pochissime immagini video che ho potuto vedere mi hanno inorridito, come professionista e soprattutto come genitore.

Si potevano distinguere le voci di due bambini che si opponevano al loro allontanamento da casa, ponendo come infantile ma genuina giustificazione “chi ci aiuterà ora a fare i compiti”.

La mamma dal canto suo cercava per quanto le era possibile di tranquillizzare i suoi figli, assicurando la sua costante presenza nei pressi del luogo dove sarebbero stati portati.

Non voglio divulgarmi nel merito circostanziale dei fatti raccontati dai media, vorrei invece attivare una discussione scientifica indirizzata ai membri della nostra community.

Premettendo che questa è solamente la base incompleta di una prima analisi, in attesa dei vostri preziosissimi commenti professionali oltreché umani, mi appresto a sottoporvi le mie valutazioni:

L’ipotesi di questa controversa dinamica attiene alla psicologia disfunzionale ed è stata elaborata dallo psichiatra statunitense Richard Gardner. Secondo la sua teoria, la PAS si attiverebbe sui figli minori coinvolti in contesti di separazione e divorzio conflittuale dei genitori, nei quali non vi è stata adeguata mediazione.

Già in questa prima definizione ricorre un difetto, cioè quello che in definitiva il problema cardine non è stato l’aspetto conflittuale della coppia, ma bensì l’inadeguatezza del sistema sociale di mediazione, in sintesi il problema è essenzialmente, seppur non completamente, sociale quindi di attinenza delle scienze sociali.
Sin dal primo momento, 1984, la PAS è stata oggetto di dibattiti negli ambienti scientifici e giuridici.

Gran parte della comunità scientifica non ha mai riconosciuto la PAS come un disturbo psicopatologico, né tantomeno è stato recepito come tale dall’ordinamento giuridico internazionale.

La presunta patologia non è stata nemmeno citata dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM), né tantomeno la prossima edizione di quest’anno prevede di inserirla come sindrome o malattia.

All’interno della comunità internazionale è in corso un acceso dibattito sulla PAS.

Sta per delinearsi un nuovo concetto denominato PAD (Parental Alienation Disorder). Si tende, secondo le teorie di Bernet, ad identificare il fenomeno non come sindrome ma come disturbo della alienazione genitoriale.

Esiste quindi una completa confusione nella comunità psichiatrica e non potrebbe essere diversamente data la natura complessa della materia trattata.

Anche la Comunità Italiana di Neuropsichiatria Infantile si dibatte sul tema, mentre la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) nel 2007 dava come linee guida sull’abuso sui minori la PAS, definendola come POSSIBILE abuso psicologico. Il presidente della Società Italiana di Psichiatria definisce la PAS “priva di presupposti clinici, di validità e di affidabilità”.

Non ho intenzione di iniziare una discussione sui contrastanti concetti psichiatrici, né tantomeno sulle motivazioni scientifiche che le determinano, ma vorrei porre l’accento sulla non unicità delle risultante e pertanto la non utilizzazione in ambito cautelare giudiziario.

Tenteremo invece di riportare il ragionamento in ambiente di discussione e valutazione sociologica, riguardante la coppia, la famiglia e in generale i nuclei e sotto nuclei che compongono la società moderna.

L’Italia non ha una legislazione diretta in materia “alienazione genitoriale”, ma già dal 2006, la legge 54 sull’affido condiviso, modificava la prassi che prevedeva in linea di massima che i figli venissero affidati a un solo genitore al fine di evitare fattispecie traumatiche, come appunto l’alienazione genitoriale era una delle eventualità. Or dunque la mancanza di validità e affidabilità scientifica non può dare impulso legittimo sul punto di vista legale.

Una importante docente di diritto presso l’università della California, Carol Bruch, nel 2001 definiva la teoria di Richard Gardner, senza nessuna base scientifica e logica.

La National District Attorneys Association (Associazione Nazionale dei Procuratori Distrettuali) nel 2003 emanava una circolare a tutti i Pubblici Ministeri d’America che aveva come scopo quello di dare linee guida su come affrontare il problema, dichiarando che la PAS non è una teoria verificata e che potrebbe comportare conseguenze a lungo termine sui bambini oggetto di provvedimenti.

Ancora più duro è il giudizio dato dalla stessa Associazione in ambito di applicazione giurisdizionale, affermando che la PAS è una teoria senza prove in grado di minacciare l’integrità del sistema penale e la sicurezza dei bambini vittime di abusi.

Patrizia Raimondo, Psicologa dell’Università di Trieste, ritiene che la PAS sia un modo per occultare la violenza maschile contro le donne.

Anche in Spagna, nel 2008, uno studio ha dimostrato che esiste uno scarsissimo numero di lavori scientifici.

Nella pubblicazione del 2011 di un lavoro congiunto Spagna/Argentina, con il titolo PAS e sottotitolo “Presunta Sindrome di Alienazione Genitoriale”, la PAS è descritta come un «costrutto pseudo-scientifico» che, utilizzato in ambito giudiziario, genera «situazioni di alto rischio per i minori e provoca un’involuzione nei diritti umani di bambine e bambini e delle madri che vogliono proteggerli».

Nel 2010, l’Associazione Spagnola di Neuropsichiatria si è pronunciata definitivamente e ufficialmente contro l’uso clinico e legale dell’espressione “Sindrome di Alienazione Genitoriale”, definendola «un castello in aria», raccomandando agli associati di non utilizzarla in Tribunale in quanto presenta gravi rischi.

Pertanto, a mio parere, sarebbe da analizzare, come comunità scientifica, sotto l’aspetto ovviamente sociologico, ancorché giuridico, l’utilizzo incauto di uno strumento di valutazione clinica nel diritto e in particolare nel diritto minorile.

Pubblicherò quello che oggi ho scritto su un apposito forum, i cui dettagli vi saranno comunicati a breve, chiedendo a tutti voi di intervenire, aperto anche ai colleghi della BSA e a tutti coloro che vorranno intervenire, compresi giuristi italiani, inglesi e statunitensi.

In fine il mio obiettivo, che spero diventi il nostro, sarà quello di pubblicare i risultati della ricerca e di conseguenza organizzare un apposito convegno.

Vi ringrazio e vi prego di contattarmi per i dettagli direttamente o tramite la presidenza.

30/04/2013

Claudio Loiodice

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About Claudio Loiodice

Claudio Loiodice (Potenza, 14 Luglio 1960) Sociologo Professionista, Criminologo esperto in geopolitica Docente di Criminologia Applicata alle Investigazioni presso il Dipartimento dell’Educazione della Repubblica e Cantone del Ticino (CH) Dirigente Associazione Nazionale Sociologi, delegato per il UK. Membro del direttivo nazionale della Fondazione Antonino Caponnetto e rappresentante UK. Membro della British Sociological Association e della American Society of Criminology. Biografia Si arruola nel corpo delle Guardie di P.S. (poi diventata Polizia di Stato) nel 1979. Giovane sportivo, dopo il corso di istruttore diventa Guardia di Pubblica Sicurezza, viene destinato a Torino dove viene impiegato immediatamente nelle attività più delicate nel contrasto alla criminalità. Nel 1984 viene assegnato alla sezione criminalità organizzata della squadra mobile e impiegato nelle più delicate indagini su tutto il territorio nazionale contro le varie organizzazioni mafiose, divenendo ben presto stretto collaboratore di grandi investigatori. Si occupa in particolare del fenomeno dei sequestri di persona, all’ epoca vera piaga nazionale, e, in particolare, dei sequestri di Marco Fiora, Carlo Celadon e Patrizia Tacchella, oltre ai molti casi di omicidi legati all’ Ndrangheta e alla Mafia. Nel 1987 frequenta l’Istituto di Perfezionamento per Ispettori e, dopo aver superato il corso, viene nominato comandante di squadra investigativa presso la sezione Omicidi e Criminalità Organizzata della Squadra Mobile. Alla fine del 1989, viene scelto dai vertici della Polizia come primo Ufficiale di Polizia Giudiziaria addetto ad attività under cover. Viene affidato all’ addestramento operativo della Drug Enforcement Administration. Nel 1990 compie la prima attività sotto copertura infiltrandosi in un’organizzazione internazionale guidata da cittadini curdi in Italia e Spagna. Dal 1990 al 2002 svolge 12 missioni under cover a livello nazionale e internazionale riuscendo a sgominare dall’ interno pericolose organizzazioni mafiose. Nel contempo svolge studi approfonditi sulla sociologia dell’immigrazione. Propone e crea la prima squadra contro la criminalità estera occupandosi di Nord Africa, Albania e Cina. Nel 1993 conduce personalmente le indagini sul primo omicidio legato alla criminalità cinese e collabora direttamente con il P M, portando a termine una delicata indagine internazionale che sfocia nell’ arresto di criminali cinesi in Italia, Francia e Olanda. Gli studi sul fenomeno lo portano a partecipare ad una ricerca accademica presso la facoltà di Sociologia e Antropologia della Oxford University. All’ inizio degli anni 2000 si dedica allo studio del fenomeno del fondamentalismo islamico in Europa e delle dinamiche di proselitismo e radicalismo dei Paesi Nord Africani; studi ovviamente legati alle tecniche di infiltrazione mediante l’immigrazione clandestina di elementi legati al terrorismo internazionale. Approfondisce le questioni relative al proliferare delle “case di preghiera” nei quartieri cittadini a forte presenza musulmana e di emarginazione sociale. Nel contempo svolge le sue ultime attività undercover infiltrandosi nelle più pericolosa ‘ndrangheta calabrese, specializzandosi in attività antiriciclaggio. L’ operazione porta allo smantellamento totale della struttura criminale nel nord Italia, incidendo pesantemente anche sulle finanze delle famiglie ‘ndranghetiste. Mette a frutto le sue esperienze come “commercialista” infiltrato per specializzarsi nei processi internazionali economici, nel Business Intelligence e nelle Due Diligence, offrendo, grazie ai suoi contatti nell’ intelligence internazionale tecniche di analisi e gestione delle crisi industriali, dei progetti antifrode e antiriciclaggio. Nella seconda metà degli anni 2000 lascia la Polizia di Stato e si trasferisce a Londra dove si specializza e dirige la società Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd per la gestione del rischio industriale e finanziario. Nel 2012 ottiene il Master in Alti Studi Geopolitici organizzato dalla prestigiosa Società Italiana per le Organizzazioni Internazionali con una tesi sulla “primavera araba” in Bahrain. Membro dell’Ufficio di Presidenza della Fondazione Antonino Caponnetto, si occupa di progetti di legalità e di studi sulla corruzione, il riciclaggio e gli appalti pubblici. Consulente in affari geopolitici dell’Osservatorio Mediterrraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie. Pubblica costantemente le sue ricerche sui periodici in Italia e UK, dell’Associazione Nazionale Sociologi http://www.ans-sociologi.it/ e dalla British Sociological Association - BSA Teacher Journal. Claudio Loiodice (Potenza, Italy, July, 14 1960) Professional Sociologist, Criminologist with expertise in geopolitics. Teacher of Criminology applied to Investigations at the Department of Education of the Republic and Canton of Ticino (Switzerland) Board Member of the Italian Sociologist National Association - Associazione Nazionale Sociologi – UK delegate. National Board Member of the Antonino Caponnetto Foundation and UK representative. Member of the British Sociological Association and of the American Society of Criminology. Biography He joined the Italian National Police (former Guards of Public Security) in 1979. Young athlete, after the course as instructor he becomes Guard of Public Security and he is transferred to Torino (Italy) where he is immediately employed in the most delicate activities against crime. In 1984, he is transferred to the Organized Crime Department of the Italian Flying Squad and is employed in the most delicate investigations, carried out on a national level, into the various mafia – type organizations, thus becoming soon a close collaborator of great investigators. In particular, he focuses on kidnapping, at that time a national emergency. In particular, he works on the kidnapping of Marco Fiora, Carlo Celadon and of Patrizia Tacchella. He also works on several murder cases related to mafia – like organizations (‘Ndrangheta – Italian Region of Calabria and Mafia – Italian Region of Sicily). In 1987 he attends the School for Inspectors of the Italian National Police. Once graduated he is appointed Chief of the Investigation Team of the Murder and Organized Crime Department of the Italian Flying Squad. At the end of 1989, he is chosen by the Executives of the Italian Police as the first Officer of Judiciary Police for under cover activities. He receives then operative training by the Drug Enforcement Administration. In 1990, he completes his first under cover mission. He infiltrates an international criminal organization managed by Kurd citizens in Italy and in Spain. Between 1990 and 2002, he completes 12 under cover missions both on a national and on an international level. He manages to defeat from the inside dangerous mafia like organizations. In the meantime, he carries out in depth studies on the sociology of migration. He proposes the creation and then creates the first Italian Police Team against foreign crime. He focuses on North Africa, Albania and China. In 1993, he personally carries out investigations into the first murder case related to the Chinese organized crime. He collaborates directly with the Public Prosecutor in a delicate international investigation that will lead to the arrest of Chinese criminals in Italy, France and Holland. His studies on this matter enable him to participate to an academic research held at the Faculty of Sociology and Anthropology of the Oxford University. At the beginning of the 2000s, he focuses his studies on the Islamic fundamentalism in Europe and on the dynamics of proselytism and of radicalism in the North African Countries. These studies are obviously related to the infiltration techniques through the illegal immigration of subjects related to international terrorism. He studies in depth the so-called phenomenon of the “Houses of Prayer” that develop in the districts characterized by a strong Muslim presence and by social exclusion. In the meantime, he completes his last under cover mission. He infiltrates the most dangerous Calabrian mafia – like criminal organization and he specializes in anti-money laundering activities. The mission leads to the total dissolution of the criminal structure in the North of Italy; this has a strong negative effect on the Calabrian mafia – like families and on their finances. He uses his experience as infiltrated “accountant” in order to specialize his skills in the international economic processes, in Business Intelligence and Due Diligence. Thanks to his contacts in the international intelligence, he offers analysis techniques, industrial crisis management techniques and anti-fraud and anti-money laundering projects. In the second half of the 2000s, he retires from The Italian National Police and moves to London where he is managing director of the company Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd, whose core business is financial and industrial risk management. In 2012, he achieves the Master in High Geopolitical Studies organized by the prestigious Italian Society for the International Organizations - SIOI. His Master dissertation focuses on the “Arab Spring” in Bahrain. As a board member of the Antonino Caponnetto Foundation, he works on projects related to lawfulness and on studies on corruption, anti-money laundering and public tenders. He is a consultant for the geopolitical affairs of the Italian Mediterranean Observatory for the Organized Crime and mafia- like organizations. He constantly publishes his researches on journals in Italy and in the UK, via the Italian Sociological Association - http://www.ans-sociologi.it/ - and the British Sociological Association - BSA Teacher Journal.

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