Riflessioni su “Don Panino”

Come tutti, noi italiani onesti e innamorati della nostra italianità, anch’io mi sono indignato per quello che ho letto.
Come sempre faccio, quasi a scopo terapeutico, per limitare l’eccesso di adrenalina che mi scorre nel sangue in queste occasioni, ho preso il telefono e di buon mattino ho telefonato al mio terapeuta, Salvatore Calleri.
Il Presidente Calleri è divenuto in questi anni il mio “punching ball” sul quale sfogo la mia rabbia, dopodiché rientro in me e ridivento razionale e pragmatico, allora mi sono detto : “dobbiamo reagire”.
Esiste una spiegazione?
Molte volte abbiamo assistito a campagne di delegittimazione e di denigrazione oltraggiosa al sentimento nazionale, specie a ridosso della stagione turistica estiva.
Visto dall’esterno e abbandonando l’emotività che mi aveva assalito al momento, ho cercato di analizzare quale fosse l’obiettivo strategico del  marketing intrapreso dall’ideatore della iniziativa.
Pensare che possa essere stato partorito dall’ignoranza, potrebbe probabilmente trarci in inganno, anche se non andrebbe escluso a priori.
Per capire le finalità di una così oscena iniziativa imprenditoriale, bisognerebbe capire chi c’è dietro: potrebbero essere soggetti provenienti da strati sub culturali all’interno dei quali i valori sono rovesciati; potrebbero celarsi imprenditori astuti, che da questa iniziativa speravano di ottenere una virulenta propagazione mediatica, come è di fatto accaduto, e quindi  di poter poi “vendere” il loro prodotto in determinate aree, dove prevale la medesima condivisione di valori alterati; oppure si può essere in presenza di un tentativo pubblicitario che ha prodotto l’effetto contrario.
Per questo motivo, per vederci chiaro, abbiamo intenzione di  ordinare una ricerca commerciale.
Perché bisogna reagire?
Siamo abituati a considerare i sentimenti nazionali astratti, che sì ci appartengono, ma crediamo che la loro difesa appartenga a qualcun altro, di fatto, per un concetto filosofico, quell’altro siamo noi stessi. A differenza delle imprese, che sanno bene quanto vale l’immagine e per questo la tutelano come un bene finanziario ben superiore al bene strumentale, la collettività molte volte risulta distratta.
Ponendo l’ipotesi che questa scellerata  iniziativa avesse provocato un danno d’immagine ad una multinazionale, sono certo che dopo poche ore un esercito di agguerriti e ben pagati avvocati, si sarebbero presentati presso il tribunale di Vienna esigendo e probabilmente ottenendo la testa del “paninaro”.
 Se vogliamo mettere da parte l’aspetto sentimentale, di quel sentimento che ci porta a ricordare, a commemorare e ad amare tutte quelle persone che sono cadute per mano di luridi criminali,  dobbiamo puntare sull’aspetto materiale, cioè salvaguardare l’immagine dell’Italia.
Bisogna ribadire con voce ferma e convinta  che gli italiani non hanno come stile quello presentarsi con la coppola, una pistola e una funesta cassa; 60 milioni di italiani hanno altri titoli per i quali fregiarsi, dalla moda alla ristorazione, passando alle scienze ed arrivando al nostro enorme patrimonio culturale.
I marchi dell’italianità debbono essere i nostri monumenti, i nostri mari e l’infinito fantastico paesaggio, ogni altra alterazione deve essere bloccata e censurata.
Immaginiamo che in Italia nasca una pasticceria viennese, e che come pubblicità adottasse questa:
“Sacher Torte Adolf Hitler, gasata Rabbino Auschwitz”
La reazione degli austriaci e dei tedeschi, oltre che degli ebrei, sarebbe spropositata, allora mi chiedo: perché nessuno si è accorto prima di quell’insegna pubblicitaria, di quel sito internet? Possibile che nessun italiano che lavora a Vienna, compresi i nostri funzionari lì distaccati, non si siano accorti di quella “pubblicità infame” attiva dal 2009? Chi doveva vigilare, dare la licenza per attaccare l’insegna per quale motivo l’ha concessa? Potete dirmi che chi ha dato la licenza non comprendeva l’italiano, e allora, se domani si presentasse un afgano che pretende di aprire un kebab e in arabo scrivesse “viva Osama Bin Laden”, verrebbe autorizzato? No, non credo proprio. Può darsi che qualcuno cerchi di identificarci come un popolo di mafiosi, oltraggiando ancor più la memoria dei nostri eroi.
Quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione?
 Primo fra tutti, la responsabilità civile relativa al danno d’immagine, ma non dobbiamo sottovalutare la possibilità di attaccare quell’arrogante imprenditore negli ambienti che la rete web ci mette a disposizione.
In conclusione, con l’appoggio di chiunque si sente leso, inizieremo per prima cosa a conoscere il nostro avversario per poi intraprendere tutte le iniziative giudiziarie e mediatiche utili come monito verso probabili ed analoghi lestofanti.
   

 Resto in attesa di adesioni.

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About Claudio Loiodice

Claudio Loiodice (Potenza, 14 Luglio 1960) Sociologo Professionista, Criminologo esperto in geopolitica Docente di Criminologia Applicata alle Investigazioni presso il Dipartimento dell’Educazione della Repubblica e Cantone del Ticino (CH) Dirigente Associazione Nazionale Sociologi, delegato per il UK. Membro del direttivo nazionale della Fondazione Antonino Caponnetto e rappresentante UK. Membro della British Sociological Association e della American Society of Criminology. Biografia Si arruola nel corpo delle Guardie di P.S. (poi diventata Polizia di Stato) nel 1979. Giovane sportivo, dopo il corso di istruttore diventa Guardia di Pubblica Sicurezza, viene destinato a Torino dove viene impiegato immediatamente nelle attività più delicate nel contrasto alla criminalità. Nel 1984 viene assegnato alla sezione criminalità organizzata della squadra mobile e impiegato nelle più delicate indagini su tutto il territorio nazionale contro le varie organizzazioni mafiose, divenendo ben presto stretto collaboratore di grandi investigatori. Si occupa in particolare del fenomeno dei sequestri di persona, all’ epoca vera piaga nazionale, e, in particolare, dei sequestri di Marco Fiora, Carlo Celadon e Patrizia Tacchella, oltre ai molti casi di omicidi legati all’ Ndrangheta e alla Mafia. Nel 1987 frequenta l’Istituto di Perfezionamento per Ispettori e, dopo aver superato il corso, viene nominato comandante di squadra investigativa presso la sezione Omicidi e Criminalità Organizzata della Squadra Mobile. Alla fine del 1989, viene scelto dai vertici della Polizia come primo Ufficiale di Polizia Giudiziaria addetto ad attività under cover. Viene affidato all’ addestramento operativo della Drug Enforcement Administration. Nel 1990 compie la prima attività sotto copertura infiltrandosi in un’organizzazione internazionale guidata da cittadini curdi in Italia e Spagna. Dal 1990 al 2002 svolge 12 missioni under cover a livello nazionale e internazionale riuscendo a sgominare dall’ interno pericolose organizzazioni mafiose. Nel contempo svolge studi approfonditi sulla sociologia dell’immigrazione. Propone e crea la prima squadra contro la criminalità estera occupandosi di Nord Africa, Albania e Cina. Nel 1993 conduce personalmente le indagini sul primo omicidio legato alla criminalità cinese e collabora direttamente con il P M, portando a termine una delicata indagine internazionale che sfocia nell’ arresto di criminali cinesi in Italia, Francia e Olanda. Gli studi sul fenomeno lo portano a partecipare ad una ricerca accademica presso la facoltà di Sociologia e Antropologia della Oxford University. All’ inizio degli anni 2000 si dedica allo studio del fenomeno del fondamentalismo islamico in Europa e delle dinamiche di proselitismo e radicalismo dei Paesi Nord Africani; studi ovviamente legati alle tecniche di infiltrazione mediante l’immigrazione clandestina di elementi legati al terrorismo internazionale. Approfondisce le questioni relative al proliferare delle “case di preghiera” nei quartieri cittadini a forte presenza musulmana e di emarginazione sociale. Nel contempo svolge le sue ultime attività undercover infiltrandosi nelle più pericolosa ‘ndrangheta calabrese, specializzandosi in attività antiriciclaggio. L’ operazione porta allo smantellamento totale della struttura criminale nel nord Italia, incidendo pesantemente anche sulle finanze delle famiglie ‘ndranghetiste. Mette a frutto le sue esperienze come “commercialista” infiltrato per specializzarsi nei processi internazionali economici, nel Business Intelligence e nelle Due Diligence, offrendo, grazie ai suoi contatti nell’ intelligence internazionale tecniche di analisi e gestione delle crisi industriali, dei progetti antifrode e antiriciclaggio. Nella seconda metà degli anni 2000 lascia la Polizia di Stato e si trasferisce a Londra dove si specializza e dirige la società Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd per la gestione del rischio industriale e finanziario. Nel 2012 ottiene il Master in Alti Studi Geopolitici organizzato dalla prestigiosa Società Italiana per le Organizzazioni Internazionali con una tesi sulla “primavera araba” in Bahrain. Membro dell’Ufficio di Presidenza della Fondazione Antonino Caponnetto, si occupa di progetti di legalità e di studi sulla corruzione, il riciclaggio e gli appalti pubblici. Consulente in affari geopolitici dell’Osservatorio Mediterrraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie. Pubblica costantemente le sue ricerche sui periodici in Italia e UK, dell’Associazione Nazionale Sociologi http://www.ans-sociologi.it/ e dalla British Sociological Association - BSA Teacher Journal. Claudio Loiodice (Potenza, Italy, July, 14 1960) Professional Sociologist, Criminologist with expertise in geopolitics. Teacher of Criminology applied to Investigations at the Department of Education of the Republic and Canton of Ticino (Switzerland) Board Member of the Italian Sociologist National Association - Associazione Nazionale Sociologi – UK delegate. National Board Member of the Antonino Caponnetto Foundation and UK representative. Member of the British Sociological Association and of the American Society of Criminology. Biography He joined the Italian National Police (former Guards of Public Security) in 1979. Young athlete, after the course as instructor he becomes Guard of Public Security and he is transferred to Torino (Italy) where he is immediately employed in the most delicate activities against crime. In 1984, he is transferred to the Organized Crime Department of the Italian Flying Squad and is employed in the most delicate investigations, carried out on a national level, into the various mafia – type organizations, thus becoming soon a close collaborator of great investigators. In particular, he focuses on kidnapping, at that time a national emergency. In particular, he works on the kidnapping of Marco Fiora, Carlo Celadon and of Patrizia Tacchella. He also works on several murder cases related to mafia – like organizations (‘Ndrangheta – Italian Region of Calabria and Mafia – Italian Region of Sicily). In 1987 he attends the School for Inspectors of the Italian National Police. Once graduated he is appointed Chief of the Investigation Team of the Murder and Organized Crime Department of the Italian Flying Squad. At the end of 1989, he is chosen by the Executives of the Italian Police as the first Officer of Judiciary Police for under cover activities. He receives then operative training by the Drug Enforcement Administration. In 1990, he completes his first under cover mission. He infiltrates an international criminal organization managed by Kurd citizens in Italy and in Spain. Between 1990 and 2002, he completes 12 under cover missions both on a national and on an international level. He manages to defeat from the inside dangerous mafia like organizations. In the meantime, he carries out in depth studies on the sociology of migration. He proposes the creation and then creates the first Italian Police Team against foreign crime. He focuses on North Africa, Albania and China. In 1993, he personally carries out investigations into the first murder case related to the Chinese organized crime. He collaborates directly with the Public Prosecutor in a delicate international investigation that will lead to the arrest of Chinese criminals in Italy, France and Holland. His studies on this matter enable him to participate to an academic research held at the Faculty of Sociology and Anthropology of the Oxford University. At the beginning of the 2000s, he focuses his studies on the Islamic fundamentalism in Europe and on the dynamics of proselytism and of radicalism in the North African Countries. These studies are obviously related to the infiltration techniques through the illegal immigration of subjects related to international terrorism. He studies in depth the so-called phenomenon of the “Houses of Prayer” that develop in the districts characterized by a strong Muslim presence and by social exclusion. In the meantime, he completes his last under cover mission. He infiltrates the most dangerous Calabrian mafia – like criminal organization and he specializes in anti-money laundering activities. The mission leads to the total dissolution of the criminal structure in the North of Italy; this has a strong negative effect on the Calabrian mafia – like families and on their finances. He uses his experience as infiltrated “accountant” in order to specialize his skills in the international economic processes, in Business Intelligence and Due Diligence. Thanks to his contacts in the international intelligence, he offers analysis techniques, industrial crisis management techniques and anti-fraud and anti-money laundering projects. In the second half of the 2000s, he retires from The Italian National Police and moves to London where he is managing director of the company Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd, whose core business is financial and industrial risk management. In 2012, he achieves the Master in High Geopolitical Studies organized by the prestigious Italian Society for the International Organizations - SIOI. His Master dissertation focuses on the “Arab Spring” in Bahrain. As a board member of the Antonino Caponnetto Foundation, he works on projects related to lawfulness and on studies on corruption, anti-money laundering and public tenders. He is a consultant for the geopolitical affairs of the Italian Mediterranean Observatory for the Organized Crime and mafia- like organizations. He constantly publishes his researches on journals in Italy and in the UK, via the Italian Sociological Association - http://www.ans-sociologi.it/ - and the British Sociological Association - BSA Teacher Journal.

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