Archive | agosto 2014

Il terreno dell’odio

La vittoria più significativa dell’Is, non è tanto quella militare sul campo: la conquista di un”area significativa e strategica come quella attualmente controllata. Una vittoria momentanea, destinata a mio parere a ridimensionarsi con l’entrata in campo delle componenti logistiche fornite dall’occidente ai Curdi, se non addirittura, come si ipotizza, l’invio nell’area di forze militari internazionali.

La sperequazione numerica tra i militanti Jihadisti e i Peshmerga è circa 1/13 a favore dei curdi ai quali non manca certo né la preparazione operativa, né tantomeno l’ardire, mentre a loro sfavore una evidente una carenza di materiale bellico.

Al-Baghdadi ha però vinto la battaglia principale: l’incutere terrore all’occidente, il che comporta inevitabilmente, come dimostrano dalla misure annunciate dal Governo britannico, un arretramento delle conquiste ottenute dopo secoli di processi evolutivi, come ad esempio la libertà di movimento, la diminuzione delle prerogative di privacy, e per finire, ma non per ultimo, la crescita smisurata dell’ODIO.

E’ su questo campo che i macellai Jihadisti intendono portarci, inducendoci ad odiarli e a generare violenza per rispondere alla violenza.

In altre parole intendono farci arretrare per poi sfidarci sul terreno a loro più confacente, dove sono molto più esperti: sgozzare uomini come montoni e mostrare come trofeo la testa mozzata e insanguinata.

Barbarie dalle quali essi non sono mai usciti nel corso dei processi di civilizzazione, mentre noi giustamente riteniamo tali comportamenti sadiche devianze, aberrazioni dell’essere umano.

Mi è spiaciuto leggere da qualche parte ieri una frase di Gino Strada, confesso di non avere avuto nessuna voglia di continuare a leggere il resto della dichiarazione, nella quale egli sosteneva che quell’ignorante di Di Battista aveva ragione nel giustificare i comportamenti diabolici dell’Is, ma non mi sono affatto meravigliato.

Pur rispettando in maniera quasi “religiosa” la figura e le opere dell’illustre fondatore di Emergency, ritengo che in lui si possa racchiudere il profilo tipico dei soggetti influenzabili dalle gesta dei “diabolici macellai” mediorientali – non mi riferisco propriamente a Gino Strada, assolutamente non influenzabile da nessuno, né tantomeno dai proclami degli scellerati predicatori estremisti – ma ad altri soggetti, privi della cultura, della perspicacia, dell’amore e del coraggio di amare i più deboli, gli ultimi, gli umili, i diseredati, sentimenti propri degli eroici operatori di Emergency; ai tanti delusi, ingannati, ovvero che si ritengono a torto o ragione ingannati dai valori talvolta corrotti della cultura occidentale e, per colmare questo vuoto di identificazione sociale, abbracciano la fede estremista, credendo di potersi riconoscere appartenenti ad una comunità, quella dell’Is.

Indotti da questo “miraggio”, plagiati da parabole e versetti distorti nel loro senso originario – nessun Dio ama la violenza, l’odio, la guerra – uomini e donne di tutte le parti del mondo, grazie alla “liquidità” della società moderna e a causa della loro cultura, somministrata in “pillole” dai moderni mezzi di comunicazione di massa, pensano di potersi riconoscere in senso sociologico in quella ideologia, divenuta astrattamente “Stato effimero”.

Purtroppo sarà necessario intraprendere drastiche misure per garantire la sicurezza dei nostri popoli; è un passo indispensabile, come ritengo sia altrettanto vitale intervenire militarmente per “annientare” nel vero senso della parola, le forze “diaboliche” sterminatrici che spadroneggiano tra la Siria e l’Iraq.

Al-Baghdadi ha vinto la sua prima battaglia: indurci alla reazione violenta. La speranza è che a vincere la guerra siano le forze degli Stati legittimi, senza che essi si facciano trascinare nell’odio, nella vendetta, nell’utilizzo degli stessi mezzi crudeli e disumani.

Claudio Loiodice