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Grillo, sessista parlante – un pagliaccio omofobo contro Saro Crocetta

Grillo è uno sciacallo della politica, piomba su coloro i quali crede siano corpi “politici e sociali” agonizzanti e fa scempio della morale.
Offende la Sicilia e i siciliani, fa allusioni sessiste, giustifica il voto di scambio, sostiene che possa esistere una morale storica mafiosa, dimenticando o meglio mistificando la verità – la mafia non ha mai avuto una morale, la mafia ha sempre ucciso anche i bambini e le donne.
Ma poi, cosa significa: è meno grave uccidere gli uomini? aver ucciso i servitori dello Stato è meno grave? aver compiuto la strage di Portella della Ginestra è stato un atto eroico?
E tutto questo non lo dice perché è vero, lui sa che non è vero, lo dice solo per fare proseliti, come un qualsiasi predicatore salafita iracheno. Grillo non fa politica, fa terrorismo sociale, sobilla gli animi approfittando delle difficoltà del popolo, in questo caso quello siciliano. I siciliani dovrebbero riflettere mentre i politici siciliani a lui vicini, compreso il mio amico Senatore Cittadino Mario Michele Giarrusso, dovrebbero vergognarsi di appoggiare un mentitore scellerato che come un incantatore di serpenti tenta di costringere il popolo ad azzannare i suoi avversari, non gli avversari del popolo, che sono i mafiosi.

Quando dice “questo qui non si capisce cosa sia sotto ogni punto di vista”, riferendosi a Saro Crocetta, cosa vuole intendere?
Furbo com’è forse sosterrà che la considerazione è relativa all’indirizzo politico, ma quando dice “sotto ogni punto di vista”, fa emergere il suo, quello di Grillo, vero carattere: sessista e fascista.

Grillo è uno spregiudicato approfittatore, lui sì senza morale, oltre ad essere un apprendista stregone, ha dimostrato un’atavica ignoranza politica, storica, sociale, solo apparentemente colmata da una innata capacità dialettica tipica dei giullari, dei ruffiani più viscidi; ha cercato di apparentarsi con tutti pur di rimanere in sella, proprio come un giullare che per non rischiare la testa diverte sia il sovrano, sia il tiranno conquistatore.

Certo che “il Grillo” è facilitato dallo sbandamento di una classe politica, quella del PD, piena fin troppo di tattiche, carente invece nella parte strategica.

Il PD se vuole sopravvivere a questo sciacallaggio becero deve stringersi attorno alla sua leadership, compreso Saro Crocetta e attuare in fretta le riforme strutturali che sono necessarie.

Grillo non ha parlato delle fasi riformatrici del Governo Siciliano di Crocetta, non ha parlato della nobile, sincera e professionale attività di Lucia Borsellino, non ha parlato della rivoluzione che sta scuotendo l’Assessorato retto dall’amico Salvatore Calleri, che solo pochi giorni fa ha revocato la concessione ad una cava gestita dalla famiglia di Matteo Messina Denaro.

Il mondo non può reggersi su concetti anarchici, chi sceglie di far parte di una organizzazione, sia essa politica o economica, deve accettare la linea unitaria, quella della maggioranza, altrimenti l’intero sistema rischia la paralisi, il collasso, il fallimento.

Il pagliaccio pentastellato, ha fatto riferimento all’economia, paragonandola alla mafia; è vero, in alcuni, seppur sporadici casi, le due cose hanno coinciso, ma il giullare non deve dimenticare che anch’egli è un prodotto dell’economia, anche il suo movimento si regge sull’economia e foraggia l’economia, quella sua personale e quella del suo “compare” Casaleggio.

L’economia, che piaccia o no, è un pilastro portante della società moderna, produce ricchezza e alimenta lo stato sociale.

Anche l’economia, come la società popolare, quando non segue le regole che ad esse sono imposte, rischia il fallimento, proprio come un partito politico.

L’esempio lampante, che calza a pennello con quello che sta succedendo nel PD, è quello del colosso multinazionale Luxottica.

A causa dello sbando della famiglia del fondatore, all’interno della quale ognuno ha tentato di imporre la sua linea, la governance è andata in collasso, l’AD si è dimesso e in men che non si dica, nel giro di pochissime ore, le sue azioni sono calate dell’11%, producendo una perdita di circa 2 miliardi di euro, a fronte di un turnover di oltre 7 miliardi annui.

L’errore che ha portato alla crisi dell’azienda è da ricercarsi non nelle strategie aziendali, ma nella confusione delle tattiche che non hanno consentito alla governace di poter seguire una linea univoca.

Ho fatto questo esempio per far capire che, dopo aver eletto la sua governance il PD ha due possibilità: seguire la sua linea oppure, se i numeri del suo “Board” lo consentissero, sfiduciare il suo “AD” ed eleggerne un altro.

Fino a quando al vertice c’è Renzi, e in Sicilia c’è Crocetta, e fino a quando essi hanno la maggioranza del consenso, la linea sarà quella, altrimenti i “mercati” non capirebbero e le “share” del nostro sistema Italia, precipiterebbero inesorabilmente.

Questo cosa c’entra con Grillo, eccome se c’entra!

Grillo sopravvive solo grazie al fatto che alcuni membri del PD, per la verità non molti, non vogliono rassegnarsi al fatto che la leadership nazionale, e in questo caso locale, appartiene ad altri e non a loro.

La soluzione è una sola: superare il 50% del consenso, fare le riforme, magari si potrà commettere qualche errore ma bisognerà farle al più presto, e cancellare dalla scena politica saltimbanchi e lacchè.

Saro Crocetta saprà rispondere, ne sono sicuro, io nel mio piccolo voglio fargli sentire la mia vicinanza contro questo meschino attacco personale e politico.

Claudio Loiodice.