Archive | luglio 2016

I caratteri – Teofrasto

Il recente drammatico evento di Nizza ha provocato una serie di reazioni e commenti, alcuni dei quali veramente ridicoli. Il criminale terrorista è stato addirittura in un primo momento indicato come un pazzo; il padre di questo bastardo, già segnalato per la sua vicinanza al radicalismo islamico, si è affrettato a dire che a suo figlio, sin dall’adolescenza, era stato diagnosticato un disturbo della personalità.

Persino le Autorità, che anche questa volta hanno dimostrato una preoccupante incompetenza, avevano cercato di attribuire il diabolico gesto ad un pazzo solitario, affetto da chissà quale morbo. Come si può pensare che alle dieci di sera un TIR possa consegnare gelati nel centro di una città come Nizza dove la circolazione di mezzi pesanti è sempre vietata? Un mio collaboratore locale e mussulmano ha raccolto delle informazioni, che non possiamo ovviamente controllare, secondo le quali il pluriassassino sarebbe stato un informatore della polizia e questa potrebbe essere la ragione del fatto che i poliziotti l’abbiamo lasciato passare.

Tornando ai disturbi della personalità, vorrei precisare che già nel III secolo a.C. Teofrasto, allievo di Aristotele, classificò gli ateniesi in 30 caratteri differenti. Molti secoli dopo, grazie anche agli studi teosfrastici, Overbury, e De La Bruyère e prima e successivamente in maniera scientifica Pinel agli albori del 1800, descrisse quelle che lui chiamava “manie sans dèlire”, ovvero quella condizione maniacale di esplosioni di rabbia senza i segni della malattia psicotica (deliri o allucinazioni).

Io e non credo di essere il solo a pensare che i criminali violenti siano solo dei “cattivi”, persone che potremmo inquadrare tra i soggetti pervasi dal disturbo antisociale di personalità (Cluster B). Questi elementi hanno l’attitudine a ignorare le regole e gli obblighi sociali, impulsivi e irresponsabili, ostili e violenti, a seguito dei danni che provocano agli altri non provano il sentimento di colpa, non si assumono la responsabilità e incolpano altri (tipico del delatore). Sono inclini all’abuso di alcool e di sostanze e non riescono a mantenere costanti le relazioni affettive.

Se lette attentamente queste caratteristiche sono riscontrabili in tutti gli attentatori che hanno insanguinato l’Europa e non si può dire che essi siano dei folli, sono solo ed esclusivamente dei “cattivi”; dobbiamo essere consapevoli che nell’uomo esiste la cattiveria, che è una condizione personale non molto rara.

Tutti i grandi criminali violenti e sanguinari sono dei “cattivi”, deviati; la devianza non è altro che il contrario della normalità, quella normalità così concepita ora e in questo luogo, ed ecco perché noi li chiamiamo “antisociali”, maniaci senza delirio, come affermava Pinel.

Per assurdo non esiste nessuna differenza di dinamica psicologica criminale tra chi spacca una vetrina e chi compie una strage, semmai la differenza sta nell’intensità e nella gravità dei danni provocati; entrambe le azioni sono frutto di un comportamento violento antisociale compiute da soggetti che per convenzione abbiamo schematizzato come “disturbati”, che possono anche essere prive di delirio.

Ora, chi provoca questi disturbi? Verrebbe da dire la società, che ovviamente non è perfetta e che ha le sue colpe; società alla quale gli stessi “cattivi” appartengono, e che non di rado ne sono ai vertici. La vera ragione sta invece nella natura stessa degli esseri umani, specie di sesso maschile, invasa da una significativa componente di cattiveria.

 

The Charachters – Theophrastus

The recent dramatic events occurred in Nice caused a series of reactions and comments, some of which are truly ridiculous. The criminal terrorist was even at first referred to as a lunatic; the father of this bastard, already known for its affiliation to Islamic radicalism, was quick to say that his son had been diagnosed with a personality disorder since the adolescence.
Even the Authorities, who once again showed a worrying lack of competence, tried to blame for this evil crime a lone demented man who suffered from some kind of disease. How could you possibly think that a truck can deliver ice cream in the center of a city like Nice at ten in the evening, where the circulation of heavy vehicles is always prohibited? My local collaborator and a Muslim gathered some practical information, which we obviously can not verify, according to which the mass murderer would be a Police informer, and this could explain why the Police let him pass.

Getting back to personality disorders, I would like to point out that as early as in the third century BC Theophrastus, a pupil of Aristotle, ranked the Athenians in 30 different characters. Many centuries later, also thanks to the studies of the work of Theophrastus, Overbury, and De La Bruyère and before and later in a scientific manner Pinel at the dawn of 1800, described what he called “manie sans dèlire”, or the manic state of anger outbursts without signs of psychotic illness (delusions or hallucinations).
I do not think I am the only one who believes that violent criminals are only “bad” people that we can classify amongst the subjects pervaded by antisocial personality disorder (Cluster B). These elements tend to ignore the rules and social obligations, they are impulsive and irresponsible, hostile and violent, they do not feel guilty for the damage they cause to others, they do not take their responsibility and blame others (this is typical of the traitor). They are keen on alcohol and drugs and fail to maintain constant emotional relationships.

If carefully analyzed, these features can be spotted in all the bombers that have bloodied Europe, and we can not say that they are insane, that they are exclusively “bad”; we must be aware that there is evil in man, which is a personal condition and it is not very rare.

All the great violent and bloodthirsty criminals are “bad”, diverted; deviance is nothing but the opposite of normality, and normality is conceived in this time and in this place, and that’s why we call them “anti-social”, maniacs without delirium, as Pinel stated.

Absurdly, there is no difference in the criminal psychological dynamics between someone who breaks a shop window and those who commit a massacre, if anything, the difference lies in the intensity and severity of the damage caused. Both actions are the result of a violent antisocial behavior carried out by people that by convention we classified as “disturbed”, who can also be free from delusion.

Now, who causes these disorders? One might say the society, which is obviously not perfect and has its faults. These same “bad people” belong to the society and they are often at the top of it. The real reason lies rather in the very nature of human beings, often the male ones, who are invaded by a significant component of badness.