I caratteri – Teofrasto

Il recente drammatico evento di Nizza ha provocato una serie di reazioni e commenti, alcuni dei quali veramente ridicoli. Il criminale terrorista è stato addirittura in un primo momento indicato come un pazzo; il padre di questo bastardo, già segnalato per la sua vicinanza al radicalismo islamico, si è affrettato a dire che a suo figlio, sin dall’adolescenza, era stato diagnosticato un disturbo della personalità.

Persino le Autorità, che anche questa volta hanno dimostrato una preoccupante incompetenza, avevano cercato di attribuire il diabolico gesto ad un pazzo solitario, affetto da chissà quale morbo. Come si può pensare che alle dieci di sera un TIR possa consegnare gelati nel centro di una città come Nizza dove la circolazione di mezzi pesanti è sempre vietata? Un mio collaboratore locale e mussulmano ha raccolto delle informazioni, che non possiamo ovviamente controllare, secondo le quali il pluriassassino sarebbe stato un informatore della polizia e questa potrebbe essere la ragione del fatto che i poliziotti l’abbiamo lasciato passare.

Tornando ai disturbi della personalità, vorrei precisare che già nel III secolo a.C. Teofrasto, allievo di Aristotele, classificò gli ateniesi in 30 caratteri differenti. Molti secoli dopo, grazie anche agli studi teosfrastici, Overbury, e De La Bruyère e prima e successivamente in maniera scientifica Pinel agli albori del 1800, descrisse quelle che lui chiamava “manie sans dèlire”, ovvero quella condizione maniacale di esplosioni di rabbia senza i segni della malattia psicotica (deliri o allucinazioni).

Io e non credo di essere il solo a pensare che i criminali violenti siano solo dei “cattivi”, persone che potremmo inquadrare tra i soggetti pervasi dal disturbo antisociale di personalità (Cluster B). Questi elementi hanno l’attitudine a ignorare le regole e gli obblighi sociali, impulsivi e irresponsabili, ostili e violenti, a seguito dei danni che provocano agli altri non provano il sentimento di colpa, non si assumono la responsabilità e incolpano altri (tipico del delatore). Sono inclini all’abuso di alcool e di sostanze e non riescono a mantenere costanti le relazioni affettive.

Se lette attentamente queste caratteristiche sono riscontrabili in tutti gli attentatori che hanno insanguinato l’Europa e non si può dire che essi siano dei folli, sono solo ed esclusivamente dei “cattivi”; dobbiamo essere consapevoli che nell’uomo esiste la cattiveria, che è una condizione personale non molto rara.

Tutti i grandi criminali violenti e sanguinari sono dei “cattivi”, deviati; la devianza non è altro che il contrario della normalità, quella normalità così concepita ora e in questo luogo, ed ecco perché noi li chiamiamo “antisociali”, maniaci senza delirio, come affermava Pinel.

Per assurdo non esiste nessuna differenza di dinamica psicologica criminale tra chi spacca una vetrina e chi compie una strage, semmai la differenza sta nell’intensità e nella gravità dei danni provocati; entrambe le azioni sono frutto di un comportamento violento antisociale compiute da soggetti che per convenzione abbiamo schematizzato come “disturbati”, che possono anche essere prive di delirio.

Ora, chi provoca questi disturbi? Verrebbe da dire la società, che ovviamente non è perfetta e che ha le sue colpe; società alla quale gli stessi “cattivi” appartengono, e che non di rado ne sono ai vertici. La vera ragione sta invece nella natura stessa degli esseri umani, specie di sesso maschile, invasa da una significativa componente di cattiveria.

 

The Charachters – Theophrastus

The recent dramatic events occurred in Nice caused a series of reactions and comments, some of which are truly ridiculous. The criminal terrorist was even at first referred to as a lunatic; the father of this bastard, already known for its affiliation to Islamic radicalism, was quick to say that his son had been diagnosed with a personality disorder since the adolescence.
Even the Authorities, who once again showed a worrying lack of competence, tried to blame for this evil crime a lone demented man who suffered from some kind of disease. How could you possibly think that a truck can deliver ice cream in the center of a city like Nice at ten in the evening, where the circulation of heavy vehicles is always prohibited? My local collaborator and a Muslim gathered some practical information, which we obviously can not verify, according to which the mass murderer would be a Police informer, and this could explain why the Police let him pass.

Getting back to personality disorders, I would like to point out that as early as in the third century BC Theophrastus, a pupil of Aristotle, ranked the Athenians in 30 different characters. Many centuries later, also thanks to the studies of the work of Theophrastus, Overbury, and De La Bruyère and before and later in a scientific manner Pinel at the dawn of 1800, described what he called “manie sans dèlire”, or the manic state of anger outbursts without signs of psychotic illness (delusions or hallucinations).
I do not think I am the only one who believes that violent criminals are only “bad” people that we can classify amongst the subjects pervaded by antisocial personality disorder (Cluster B). These elements tend to ignore the rules and social obligations, they are impulsive and irresponsible, hostile and violent, they do not feel guilty for the damage they cause to others, they do not take their responsibility and blame others (this is typical of the traitor). They are keen on alcohol and drugs and fail to maintain constant emotional relationships.

If carefully analyzed, these features can be spotted in all the bombers that have bloodied Europe, and we can not say that they are insane, that they are exclusively “bad”; we must be aware that there is evil in man, which is a personal condition and it is not very rare.

All the great violent and bloodthirsty criminals are “bad”, diverted; deviance is nothing but the opposite of normality, and normality is conceived in this time and in this place, and that’s why we call them “anti-social”, maniacs without delirium, as Pinel stated.

Absurdly, there is no difference in the criminal psychological dynamics between someone who breaks a shop window and those who commit a massacre, if anything, the difference lies in the intensity and severity of the damage caused. Both actions are the result of a violent antisocial behavior carried out by people that by convention we classified as “disturbed”, who can also be free from delusion.

Now, who causes these disorders? One might say the society, which is obviously not perfect and has its faults. These same “bad people” belong to the society and they are often at the top of it. The real reason lies rather in the very nature of human beings, often the male ones, who are invaded by a significant component of badness.

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About Claudio Loiodice

Claudio Loiodice (Potenza, 14 Luglio 1960) Sociologo Professionista, Criminologo esperto in geopolitica Docente di Criminologia Applicata alle Investigazioni presso il Dipartimento dell’Educazione della Repubblica e Cantone del Ticino (CH) Dirigente Associazione Nazionale Sociologi, delegato per il UK. Membro del direttivo nazionale della Fondazione Antonino Caponnetto e rappresentante UK. Membro della British Sociological Association e della American Society of Criminology. Biografia Si arruola nel corpo delle Guardie di P.S. (poi diventata Polizia di Stato) nel 1979. Giovane sportivo, dopo il corso di istruttore diventa Guardia di Pubblica Sicurezza, viene destinato a Torino dove viene impiegato immediatamente nelle attività più delicate nel contrasto alla criminalità. Nel 1984 viene assegnato alla sezione criminalità organizzata della squadra mobile e impiegato nelle più delicate indagini su tutto il territorio nazionale contro le varie organizzazioni mafiose, divenendo ben presto stretto collaboratore di grandi investigatori. Si occupa in particolare del fenomeno dei sequestri di persona, all’ epoca vera piaga nazionale, e, in particolare, dei sequestri di Marco Fiora, Carlo Celadon e Patrizia Tacchella, oltre ai molti casi di omicidi legati all’ Ndrangheta e alla Mafia. Nel 1987 frequenta l’Istituto di Perfezionamento per Ispettori e, dopo aver superato il corso, viene nominato comandante di squadra investigativa presso la sezione Omicidi e Criminalità Organizzata della Squadra Mobile. Alla fine del 1989, viene scelto dai vertici della Polizia come primo Ufficiale di Polizia Giudiziaria addetto ad attività under cover. Viene affidato all’ addestramento operativo della Drug Enforcement Administration. Nel 1990 compie la prima attività sotto copertura infiltrandosi in un’organizzazione internazionale guidata da cittadini curdi in Italia e Spagna. Dal 1990 al 2002 svolge 12 missioni under cover a livello nazionale e internazionale riuscendo a sgominare dall’ interno pericolose organizzazioni mafiose. Nel contempo svolge studi approfonditi sulla sociologia dell’immigrazione. Propone e crea la prima squadra contro la criminalità estera occupandosi di Nord Africa, Albania e Cina. Nel 1993 conduce personalmente le indagini sul primo omicidio legato alla criminalità cinese e collabora direttamente con il P M, portando a termine una delicata indagine internazionale che sfocia nell’ arresto di criminali cinesi in Italia, Francia e Olanda. Gli studi sul fenomeno lo portano a partecipare ad una ricerca accademica presso la facoltà di Sociologia e Antropologia della Oxford University. All’ inizio degli anni 2000 si dedica allo studio del fenomeno del fondamentalismo islamico in Europa e delle dinamiche di proselitismo e radicalismo dei Paesi Nord Africani; studi ovviamente legati alle tecniche di infiltrazione mediante l’immigrazione clandestina di elementi legati al terrorismo internazionale. Approfondisce le questioni relative al proliferare delle “case di preghiera” nei quartieri cittadini a forte presenza musulmana e di emarginazione sociale. Nel contempo svolge le sue ultime attività undercover infiltrandosi nelle più pericolosa ‘ndrangheta calabrese, specializzandosi in attività antiriciclaggio. L’ operazione porta allo smantellamento totale della struttura criminale nel nord Italia, incidendo pesantemente anche sulle finanze delle famiglie ‘ndranghetiste. Mette a frutto le sue esperienze come “commercialista” infiltrato per specializzarsi nei processi internazionali economici, nel Business Intelligence e nelle Due Diligence, offrendo, grazie ai suoi contatti nell’ intelligence internazionale tecniche di analisi e gestione delle crisi industriali, dei progetti antifrode e antiriciclaggio. Nella seconda metà degli anni 2000 lascia la Polizia di Stato e si trasferisce a Londra dove si specializza e dirige la società Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd per la gestione del rischio industriale e finanziario. Nel 2012 ottiene il Master in Alti Studi Geopolitici organizzato dalla prestigiosa Società Italiana per le Organizzazioni Internazionali con una tesi sulla “primavera araba” in Bahrain. Membro dell’Ufficio di Presidenza della Fondazione Antonino Caponnetto, si occupa di progetti di legalità e di studi sulla corruzione, il riciclaggio e gli appalti pubblici. Consulente in affari geopolitici dell’Osservatorio Mediterrraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie. Pubblica costantemente le sue ricerche sui periodici in Italia e UK, dell’Associazione Nazionale Sociologi http://www.ans-sociologi.it/ e dalla British Sociological Association - BSA Teacher Journal. Claudio Loiodice (Potenza, Italy, July, 14 1960) Professional Sociologist, Criminologist with expertise in geopolitics. Teacher of Criminology applied to Investigations at the Department of Education of the Republic and Canton of Ticino (Switzerland) Board Member of the Italian Sociologist National Association - Associazione Nazionale Sociologi – UK delegate. National Board Member of the Antonino Caponnetto Foundation and UK representative. Member of the British Sociological Association and of the American Society of Criminology. Biography He joined the Italian National Police (former Guards of Public Security) in 1979. Young athlete, after the course as instructor he becomes Guard of Public Security and he is transferred to Torino (Italy) where he is immediately employed in the most delicate activities against crime. In 1984, he is transferred to the Organized Crime Department of the Italian Flying Squad and is employed in the most delicate investigations, carried out on a national level, into the various mafia – type organizations, thus becoming soon a close collaborator of great investigators. In particular, he focuses on kidnapping, at that time a national emergency. In particular, he works on the kidnapping of Marco Fiora, Carlo Celadon and of Patrizia Tacchella. He also works on several murder cases related to mafia – like organizations (‘Ndrangheta – Italian Region of Calabria and Mafia – Italian Region of Sicily). In 1987 he attends the School for Inspectors of the Italian National Police. Once graduated he is appointed Chief of the Investigation Team of the Murder and Organized Crime Department of the Italian Flying Squad. At the end of 1989, he is chosen by the Executives of the Italian Police as the first Officer of Judiciary Police for under cover activities. He receives then operative training by the Drug Enforcement Administration. In 1990, he completes his first under cover mission. He infiltrates an international criminal organization managed by Kurd citizens in Italy and in Spain. Between 1990 and 2002, he completes 12 under cover missions both on a national and on an international level. He manages to defeat from the inside dangerous mafia like organizations. In the meantime, he carries out in depth studies on the sociology of migration. He proposes the creation and then creates the first Italian Police Team against foreign crime. He focuses on North Africa, Albania and China. In 1993, he personally carries out investigations into the first murder case related to the Chinese organized crime. He collaborates directly with the Public Prosecutor in a delicate international investigation that will lead to the arrest of Chinese criminals in Italy, France and Holland. His studies on this matter enable him to participate to an academic research held at the Faculty of Sociology and Anthropology of the Oxford University. At the beginning of the 2000s, he focuses his studies on the Islamic fundamentalism in Europe and on the dynamics of proselytism and of radicalism in the North African Countries. These studies are obviously related to the infiltration techniques through the illegal immigration of subjects related to international terrorism. He studies in depth the so-called phenomenon of the “Houses of Prayer” that develop in the districts characterized by a strong Muslim presence and by social exclusion. In the meantime, he completes his last under cover mission. He infiltrates the most dangerous Calabrian mafia – like criminal organization and he specializes in anti-money laundering activities. The mission leads to the total dissolution of the criminal structure in the North of Italy; this has a strong negative effect on the Calabrian mafia – like families and on their finances. He uses his experience as infiltrated “accountant” in order to specialize his skills in the international economic processes, in Business Intelligence and Due Diligence. Thanks to his contacts in the international intelligence, he offers analysis techniques, industrial crisis management techniques and anti-fraud and anti-money laundering projects. In the second half of the 2000s, he retires from The Italian National Police and moves to London where he is managing director of the company Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd, whose core business is financial and industrial risk management. In 2012, he achieves the Master in High Geopolitical Studies organized by the prestigious Italian Society for the International Organizations - SIOI. His Master dissertation focuses on the “Arab Spring” in Bahrain. As a board member of the Antonino Caponnetto Foundation, he works on projects related to lawfulness and on studies on corruption, anti-money laundering and public tenders. He is a consultant for the geopolitical affairs of the Italian Mediterranean Observatory for the Organized Crime and mafia- like organizations. He constantly publishes his researches on journals in Italy and in the UK, via the Italian Sociological Association - http://www.ans-sociologi.it/ - and the British Sociological Association - BSA Teacher Journal.

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