La Banalizzazione

La globalizzazione di cui tutti parlano, spesso ignorandone il significato, è un fenomeno non casuale, conseguenziale, imprevisto, non voluto, virulento, subito, funzionale, incontrollabile.

La sua “non casualità” deriva dal fatto che è conseguenza di un processo tecnologico evolutivo a cui gli uomini hanno dato vita, ma che poi ha autonomamente guadagnato una velocità impressionante, tanto da divenire incontrollabile. La globalizzazione quindi andrebbe seguita, inutili sarebbero i tentativi per addomesticarla.

Questo virulento fenomeno, che da tecnologico si è velocemente trasformato in sociale, porta, o meglio, potrebbe portare enormi benefici agli esseri umani; l’altra faccia della medaglia, quella per ora più evidente, invece mostra i danni che sta provocando.

Il primo danno che è facilmente riscontrabile, è la BANALIZZAZIONE.

L’utilizzo dei social media, sempre più frequentemente adoperato da persone che ne ignorano le potenzialità, ha trasformato la comunicazione e le relazioni sociali che ne derivano in grimaldelli capaci di scompaginare ogni elemento fondante della comunità, banalizzando, appunto, ogni tipo di relazione.

La struttura pubblica della politica viene continuamente banalizzata da interventi assurdi, esagerati o minimizzati nei toni e nei contenuti. Assistiamo a spettacoli penosi portati in scena da politici dilettanti che, in preda a deliri di onnipotenza, convinti che basti distruggere per poi ricostruire, si esercitano nella filosofia del nulla e quel che è peggio, compiono azioni demolitive senza nessun progetto di ricostruzione, o per lo meno con concetti totalmente non ponderati e supportati da una visione prospettica delle conseguenze.

A molti cybernauti, spesso animati da rancori, delusi, e privi delle competenze culturali necessarie, basta leggere le didascalie di un articolo (prodotto quasi sempre ad hoc da chi beneficia in termini politici dello stravolgimento della realtà e dell’evidenza storica) per virulentarlo e renderlo patogeno nella rete web e quindi nelle coscienze di moltissimi loro simili.

La banalizzazione del sesso cancella il momento magico di uno strumento naturale che, prima di essere finalizzato al piacere, ha il nobile compito di favorire la socializzazione e, nella stragrande maggioranza dei casi, assicurare la prosecuzione consapevole e responsabile della stirpe.

La diffusione incontrollata di messaggi e materiali pornografici, facilmente a portata di mano di adolescenti e talvolta bambini, banalizza il significato stesso dell’approccio sessuale tra individui, tanto da portare i ragazzi a considerare il sesso una “banalità”, un’azione “facile”, priva di conseguenze.

Il sesso banalizzato, svuotato dei sani contenuti, conduce i giovani a praticarlo anche senza condividerne il piacere; non come piacevole conseguenza di un’attrazione empatica prim’ancora che fisica. La pratica del sesso orale per una ragazzina, che mira ad ottenere in cambio una ricarica telefonica, non viene percepita come un’aberrazione, una decadenza della morale e dei valori sociali, bensì un semplice e banale mezzo utilizzato per raggiungere lo scopo. L’aumento tra gli adolescenti delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze premature ed indesiderate è un allarmante fenomeno che interessa ogni società e ogni strato sociale.

Anche le condotte criminali vengo banalizzate da videogiochi nei quali la violenza è talmente banalizzata da risultare appunto banale; dai messaggi, commenti e scontri violenti, anche solo verbali, viene tratto il risultato che commettere un crimine possa essere una conseguenza logica per sopperire ad una carenza. Una generazione persa nei quartieri difficili di Napoli e di altre città si identifica meglio con il protagonista violento del film Gomorra, piuttosto che con l’operaio modesto e serio; ritiene “banale” uccidere un avversario, banale come la scena di un film; persino le conseguenze risultano banali: l’arresto al quale segue la confessione del delitto e l’apparente e finta “collaborazione” con la magistratura, tutto così semplice, banale, proprio come in un videogioco.

Persino le relazioni sentimentali subiscono una banalizzazione attraverso l’uso sconsiderato dei social media. Possono anche nascere relazioni sentimentali, veri e propri innamoramenti sebbene “inquinati” da evidenti carenze di vicinanza fisica, colmati spesso da apparenti condivisioni di vedute, vicinanza d’idee politiche, religiose, culturali; idee condivise solo nella realtà virtuale, illusorie, che probabilmente di fronte a contingenti e reali situazioni porterebbero allo scontro.

Sterili relazioni che non si concretizzano a causa delle distanze fisiche non colmate della modernità della globalizzazione e la velocità della comunicazione; oppure a causa della realtà che vede entrambi i cyber-fidanzati attori protagonisti di altri film nell’arcaica vita reale.

Tanto non accade nulla, è tutto così banale, come banale è bloccare il contatto, la cyber-tresca clandestina.

La banalizzazione dei sentimenti è il danno più pericoloso che una comunicazione sociale globalizzata può produrre, in quanto ogni società si basa sui sentimenti (odio, amore, pietà, solidarietà) e se anche i sentimenti vengono attaccati dalla BANALIZZAZIONE, il processo sarà irreversibile.

 

 

 

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About Claudio Loiodice

Claudio Loiodice (Potenza, 14 Luglio 1960) Sociologo Professionista, Criminologo esperto in geopolitica Docente di Criminologia Applicata alle Investigazioni presso il Dipartimento dell’Educazione della Repubblica e Cantone del Ticino (CH) Dirigente Associazione Nazionale Sociologi, delegato per il UK. Membro del direttivo nazionale della Fondazione Antonino Caponnetto e rappresentante UK. Membro della British Sociological Association e della American Society of Criminology. Biografia Si arruola nel corpo delle Guardie di P.S. (poi diventata Polizia di Stato) nel 1979. Giovane sportivo, dopo il corso di istruttore diventa Guardia di Pubblica Sicurezza, viene destinato a Torino dove viene impiegato immediatamente nelle attività più delicate nel contrasto alla criminalità. Nel 1984 viene assegnato alla sezione criminalità organizzata della squadra mobile e impiegato nelle più delicate indagini su tutto il territorio nazionale contro le varie organizzazioni mafiose, divenendo ben presto stretto collaboratore di grandi investigatori. Si occupa in particolare del fenomeno dei sequestri di persona, all’ epoca vera piaga nazionale, e, in particolare, dei sequestri di Marco Fiora, Carlo Celadon e Patrizia Tacchella, oltre ai molti casi di omicidi legati all’ Ndrangheta e alla Mafia. Nel 1987 frequenta l’Istituto di Perfezionamento per Ispettori e, dopo aver superato il corso, viene nominato comandante di squadra investigativa presso la sezione Omicidi e Criminalità Organizzata della Squadra Mobile. Alla fine del 1989, viene scelto dai vertici della Polizia come primo Ufficiale di Polizia Giudiziaria addetto ad attività under cover. Viene affidato all’ addestramento operativo della Drug Enforcement Administration. Nel 1990 compie la prima attività sotto copertura infiltrandosi in un’organizzazione internazionale guidata da cittadini curdi in Italia e Spagna. Dal 1990 al 2002 svolge 12 missioni under cover a livello nazionale e internazionale riuscendo a sgominare dall’ interno pericolose organizzazioni mafiose. Nel contempo svolge studi approfonditi sulla sociologia dell’immigrazione. Propone e crea la prima squadra contro la criminalità estera occupandosi di Nord Africa, Albania e Cina. Nel 1993 conduce personalmente le indagini sul primo omicidio legato alla criminalità cinese e collabora direttamente con il P M, portando a termine una delicata indagine internazionale che sfocia nell’ arresto di criminali cinesi in Italia, Francia e Olanda. Gli studi sul fenomeno lo portano a partecipare ad una ricerca accademica presso la facoltà di Sociologia e Antropologia della Oxford University. All’ inizio degli anni 2000 si dedica allo studio del fenomeno del fondamentalismo islamico in Europa e delle dinamiche di proselitismo e radicalismo dei Paesi Nord Africani; studi ovviamente legati alle tecniche di infiltrazione mediante l’immigrazione clandestina di elementi legati al terrorismo internazionale. Approfondisce le questioni relative al proliferare delle “case di preghiera” nei quartieri cittadini a forte presenza musulmana e di emarginazione sociale. Nel contempo svolge le sue ultime attività undercover infiltrandosi nelle più pericolosa ‘ndrangheta calabrese, specializzandosi in attività antiriciclaggio. L’ operazione porta allo smantellamento totale della struttura criminale nel nord Italia, incidendo pesantemente anche sulle finanze delle famiglie ‘ndranghetiste. Mette a frutto le sue esperienze come “commercialista” infiltrato per specializzarsi nei processi internazionali economici, nel Business Intelligence e nelle Due Diligence, offrendo, grazie ai suoi contatti nell’ intelligence internazionale tecniche di analisi e gestione delle crisi industriali, dei progetti antifrode e antiriciclaggio. Nella seconda metà degli anni 2000 lascia la Polizia di Stato e si trasferisce a Londra dove si specializza e dirige la società Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd per la gestione del rischio industriale e finanziario. Nel 2012 ottiene il Master in Alti Studi Geopolitici organizzato dalla prestigiosa Società Italiana per le Organizzazioni Internazionali con una tesi sulla “primavera araba” in Bahrain. Membro dell’Ufficio di Presidenza della Fondazione Antonino Caponnetto, si occupa di progetti di legalità e di studi sulla corruzione, il riciclaggio e gli appalti pubblici. Consulente in affari geopolitici dell’Osservatorio Mediterrraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie. Pubblica costantemente le sue ricerche sui periodici in Italia e UK, dell’Associazione Nazionale Sociologi http://www.ans-sociologi.it/ e dalla British Sociological Association - BSA Teacher Journal. Claudio Loiodice (Potenza, Italy, July, 14 1960) Professional Sociologist, Criminologist with expertise in geopolitics. Teacher of Criminology applied to Investigations at the Department of Education of the Republic and Canton of Ticino (Switzerland) Board Member of the Italian Sociologist National Association - Associazione Nazionale Sociologi – UK delegate. National Board Member of the Antonino Caponnetto Foundation and UK representative. Member of the British Sociological Association and of the American Society of Criminology. Biography He joined the Italian National Police (former Guards of Public Security) in 1979. Young athlete, after the course as instructor he becomes Guard of Public Security and he is transferred to Torino (Italy) where he is immediately employed in the most delicate activities against crime. In 1984, he is transferred to the Organized Crime Department of the Italian Flying Squad and is employed in the most delicate investigations, carried out on a national level, into the various mafia – type organizations, thus becoming soon a close collaborator of great investigators. In particular, he focuses on kidnapping, at that time a national emergency. In particular, he works on the kidnapping of Marco Fiora, Carlo Celadon and of Patrizia Tacchella. He also works on several murder cases related to mafia – like organizations (‘Ndrangheta – Italian Region of Calabria and Mafia – Italian Region of Sicily). In 1987 he attends the School for Inspectors of the Italian National Police. Once graduated he is appointed Chief of the Investigation Team of the Murder and Organized Crime Department of the Italian Flying Squad. At the end of 1989, he is chosen by the Executives of the Italian Police as the first Officer of Judiciary Police for under cover activities. He receives then operative training by the Drug Enforcement Administration. In 1990, he completes his first under cover mission. He infiltrates an international criminal organization managed by Kurd citizens in Italy and in Spain. Between 1990 and 2002, he completes 12 under cover missions both on a national and on an international level. He manages to defeat from the inside dangerous mafia like organizations. In the meantime, he carries out in depth studies on the sociology of migration. He proposes the creation and then creates the first Italian Police Team against foreign crime. He focuses on North Africa, Albania and China. In 1993, he personally carries out investigations into the first murder case related to the Chinese organized crime. He collaborates directly with the Public Prosecutor in a delicate international investigation that will lead to the arrest of Chinese criminals in Italy, France and Holland. His studies on this matter enable him to participate to an academic research held at the Faculty of Sociology and Anthropology of the Oxford University. At the beginning of the 2000s, he focuses his studies on the Islamic fundamentalism in Europe and on the dynamics of proselytism and of radicalism in the North African Countries. These studies are obviously related to the infiltration techniques through the illegal immigration of subjects related to international terrorism. He studies in depth the so-called phenomenon of the “Houses of Prayer” that develop in the districts characterized by a strong Muslim presence and by social exclusion. In the meantime, he completes his last under cover mission. He infiltrates the most dangerous Calabrian mafia – like criminal organization and he specializes in anti-money laundering activities. The mission leads to the total dissolution of the criminal structure in the North of Italy; this has a strong negative effect on the Calabrian mafia – like families and on their finances. He uses his experience as infiltrated “accountant” in order to specialize his skills in the international economic processes, in Business Intelligence and Due Diligence. Thanks to his contacts in the international intelligence, he offers analysis techniques, industrial crisis management techniques and anti-fraud and anti-money laundering projects. In the second half of the 2000s, he retires from The Italian National Police and moves to London where he is managing director of the company Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd, whose core business is financial and industrial risk management. In 2012, he achieves the Master in High Geopolitical Studies organized by the prestigious Italian Society for the International Organizations - SIOI. His Master dissertation focuses on the “Arab Spring” in Bahrain. As a board member of the Antonino Caponnetto Foundation, he works on projects related to lawfulness and on studies on corruption, anti-money laundering and public tenders. He is a consultant for the geopolitical affairs of the Italian Mediterranean Observatory for the Organized Crime and mafia- like organizations. He constantly publishes his researches on journals in Italy and in the UK, via the Italian Sociological Association - http://www.ans-sociologi.it/ - and the British Sociological Association - BSA Teacher Journal.

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