Cosa o chi ha condizionato Snowden

Il mondo visto come una scacchiera sulla quale abili giocatori architettano le proprie mosse, cercando di prevedere le contromosse, le reazioni dell’altro schieramento.

“Knight Snowden” si è presentato come un cavaliere senza macchia e senza paura, illuminato da un improvviso sentimento democratico, d’amor di una Patria dalla quale si è sentito tradito, o meglio era la Patria ad essere stata tradita dai governanti.

Allora d’un tratto prese la decisione che sviscerare tutti i segreti dei quali era venuto a sapere, quei dati e quelle informazioni riservate, carpite alla gente in maniera subdola da un Governo, quello degli Stati Uniti d’America, che lui non aveva più intenzione di servire.

Fino a questo punto sarebbe comprensibile – non credo più nel sistema, mi isolo e cerco di combatterlo – ma il comportamento del giovane hacker lascia comunque dei dubbi che nessuno sarà in grado di dissipare, almeno per il momento.

In questo nostro documento cercheremo di analizzare, senza dare valutazioni demagogiche, i soli elementi conosciuti: personalità, contesto ed effetti.

Della personalità:

Dai dati conosciuti si può desumere che il giovane, figlio di un Ufficiale della Guardia Costiera e di una Impiegata della Corte Federale del Maryland, ha frequentato la scuola dell’obbligo fino al 10° grado, ma non è riuscito a completare il corso d’informatica ed è stato costretto a diplomarsi in una scuola privata.

La causa della sua incostante presenza scolastica viene attribuita dal padre all’epilessia, malattia della quale Edward soffre sin da piccolo.

Appena ventenne Edward cerca di arruolarsi nei corpi speciali americani con l’intento di andare a combattere in Iraq, ma dopo quattro mesi viene riformato e rispedito a casa. Nel 2004 riesce a trovare posto come guardiano presso l’Università del Maryland dove ha una sede la NSA.

È possibile che per questo lavoro abbiano pesato le conoscenze del padre, che come si è detto, è un Ufficiale della Guardia Costiera dello Stato, dato che certamente non sono state valutate le condizioni di salute del ragazzo affetto da epilessia, pregiudizievole per un lavoro di sicurezza, forse sarà stata questa la causa del congedo dalle forze armate.

È prassi comune e consolidata per la CIA reclutare presso le università i suoi agenti e collaboratori e così sarà stato per Snowden, esclusivamente per le sue competenze e soprattutto attitudini informatiche.

Sarebbe stato quindi trasferito a Ginevra, non credo presso l’Antenna locale, ma molto probabilmente sotto la copertura di uno dei tanti uffici della “Company”.

Di lavoro a Ginevra c’è n’è tanto, oltre ad essere un crocevia economico per gli affari internazionali è una delle sedi di collegamento della International Atomic Energy Agency, ma è molto probabile che Edward sia stato utilizzato come hacker, non certo come operativo.

Nel 2009 dopo essere stato anche in Giappone per conto della CIA, lascia l’Agenzia per essere assunto da una società di contractor che svolge servizi per conto della NSA.

Viene da presumere che la CIA difficilmente l’avrebbe lasciato andare se fosse stato ritenuto strategicamente utile, oppure poteva far parte di un progetto di infiltrazione di una delle private company che gestiscono in outsourcing alcuni lavori di intelligence, questo resterà un mistero fin quando Edward non deciderà di non parlarne.

A soli 26 anni il ragazzo avrebbe girato diverse sedi dello spionaggio statunitense, molto probabilmente come hacker quindi, non essendo stato un operativo, non ha dovuto superare le rigidissime verifiche fisiche e psicofisiche alle quali sono sottoposti gli Agenti sul campo, che avrebbero sicuramente fatto emergere le carenze di affidabilità e stabilità necessarie per un operativo.

Del contesto:

Il contesto attuale ha modificato armi e terreno di scontro tra le potenze, ma non solo, ha modificato anche i contenziosi, indirizzando gli obiettivi da fisici a metafisici, da luoghi a strumenti.

Le guerre che si combattono sul terreno, anche se più cruente, forse non sono strategicamente le più importanti. Le battaglie che si vincono nel cyberspace, possono far crollare o governare sistemi statuari, economici, scientifici e industriali.

Uomini corazzati e duramente addestrati, sono stati sostituiti da normali o addirittura subnormali ragazzi, che invece di passare la loro adolescenza in una palestra, hanno trascorso le notti chini su tastiere e davanti a schermi video, guadagnandosi spesso una forte miopia.  Non importa se sei epilettico, potrai ricevere le cure necessarie in qualsiasi momento. Non importa se sei preparato, pronto a morire, che tu abbia concluso gli studi a West Point, l’importante che tu abbia l’attitudine a cimentarti negli ambienti web, che sin da piccolo abbia posseduto un portatile, un profilo social network, che tu abbia l’ambizione di diventare un hacker.

Le nuove schiere di agenti segreti sono proprio come Edward Snowden e di soldati del genere ne servono molti per analizzare e catalogare l’enorme quantità di dati che ogni secondo viaggiano sulla rete e vengono intercettati, per questo motivo molti servizi vengono dati in outsourcing a società private.

Destinare ad un servizio del genere un Agente specializzato ha un costo ben più elevato che utilizzare un operatore formato solo per far quello, ecco perché si ricorre ai contractor.

Si dice ora che la rete è un colabrodo, ovvio, lo è sempre stato, solo che adesso la necessità di spiare e di difendersi dallo spionaggio telematico è enormemente maggiore che in passato.

Partiamo dal presupposto che nessun dato che viaggia in maniera telematica è sicuro. La rete è come una enorme cassaforte dove custodiamo i nostri tesori, i nostri dati più importanti. Questa cassaforte ha una chiave che viene prodotta, ovvero generata, da chi ha costruito lo scrigno virtuale, le grandi compagnie elettroniche di software. Controllare Microsoft e Apple o altre compagnie del genere, equivale a conoscere tutte le chiavi d’accesso di tutti gli utenti.

Il mondo non può fare a meno della rete informatica, se crollasse sarebbe il caos totale; tutti ne siamo consapevoli, ma speriamo che ciò non accada. I governi, i vari servizi segreti, ingaggiano questa battaglia con l’intento duplice: difendersi e tentare di distruggere il nemico.

Ma come viene organizzato, o meglio come dovrebbe essere organizzato il lavoro di spionaggio elettronico?

Tenendo conto dei profili degli operatori, specie per i contractor, che non hanno superato test di affidabilità e riservatezza, i progetti di spionaggio sono, o almeno dovrebbero essere, suddivisi su livelli, spezzettati, assegnati ai singoli, in maniera tale che solo l’assemblaggio dei vari pezzi possa dare una lettura completa. Il puzzle completo dovrebbe essere nelle mani del coordinatore, del project manager di assoluta affidabilità.

La domanda è: come ha fatto Snowden ad appropriarsi di una tale quantità di dati senza che nessuno se ne accorgesse e in un peridio limitato? Non è possibile, a meno che non si consideri che tutto questo faccia parte di un progetto lungo mesi, forze anni, durante il quale Edward, autonomamente o più verosimilmente pilotato, abbia raccolto ed archiviato milioni di dati, con attività di hackeraggio, sfruttando la sua posizione privilegiata.

Analizzando il suo comportamento prima della fuga, si capisce benissimo che è stato parte di un piano ben studiato.

Aveva lasciato circa un mese prima la casa dove viveva con la fidanzata alla Hawaii, aveva fatto uscire con il contagocce alcune informazioni, rimanendo per un po’ anonimo, tanto sapeva che non avrebbe retto per molto l’anonimato, poi non ha preso un volo non per l’Islanda o altro paese che facilmente avrebbe concesso l’asilo politico, ma per Hong Kong, cioè per la Repubblica Popolare Cinese.

È possibile immaginare che un americano, sicuramente schedato come spia dai servizi cinesi, possa giungere in territorio cinese e rimanervi tranquillamente in un comodo Hotel per circa 20 giorni senza che le autorità fossero state infornate? No, chi almeno una volta ha passato i controlli della polizia di frontiera cinese, sa benissimo che questo non è possibile.

Anche se Hong Kong è una amministrazione speciale e non necessita ottenere un visto prima di entrarvi, se la visita è a scopo turistico e non dura più di 90 giorni, alla dogana si viene registrati e controllati.

La Cina diplomaticamente, alla richiesta americana di espellere il “traditore”, prende tempo, accerta che non compare in un “wanted” dell’INTERPOL e dichiara di non poter violare i diritti di un cittadino sul quale non è stata ancora formalizzata una richiesta di arresto internazionale; detto dalla Repubblica Popolare Cinese!

Cosa avrà dato ai cinesi Snowden per non essere cacciato a pedate da Hong Kong, è facile intuirlo. Ma l’aria si fa sempre più afosa e il giovane americano decide di partire per Mosca.

Per imbarcarsi per la Russia è necessario avere un visto oppure, se si tratta di un transito, un biglietto per un altro Paese, impossibile che Aeroflot l’abbia fatto imbarcare senza una meta precisa.

Giunto a Mosca viene ospitato nell’unico albergo in zona transito, Kora Vip, situato tra il terminal 1 e il terminal 2 del controllatissimo aeroporto internazionale di Sheremietievo, una piccola struttura con una ventina di camere, le camere costano da 88 a 158$.

Gli USA fanno un colpo di mano, annullano il passaporto di Snowden così nessuna compagnia aerea può imbarcarlo. Immaginate un comune mortale in territorio russo, se non formalmente fisicamente in Russia, senza passaporto senza visto, senza biglietto di transito? IMPOSSIBILE

Degli effetti:

Dire che gli effetti del ciclone Snowden non siano stati calcolati sarebbe da ingenui; sospettare che la vicenda abbia origini lontane sarebbe legittimo. Se così fosse sarebbe certamente la più sofisticata operazione di spionaggio messa a segno immaginiamo da russi o cinesi o da entrambi in una joint venture.

La vicenda inizia con notizie sull’elaborazione di bilioni di contatti, dati, numeri, localizzazioni riferibili alle comunicazioni, qualcuno si scandalizza, grida poi il mondo si rende conto che così fan tutti.

Poi si fa strada un’altra notizia, gli USA spiano gli alleati europei, sedi diplomatiche, rappresentanze e addirittura la BCE.

Apriti cielo, Martin Schulz Presidente del Parlamento europeo, coriaceo socialdemocratico tedesco, grida al tradimento, primo effetto: la sospensione della procedura per il trattato di libero scambio UE/USA.

A far da sponda ci si mettono poi i francesi, favorevoli al trattato ma propositori della c.d. “riserva culturale”.

Il libero scambio tra le due sponde dell’atlantico costituirebbe un’area commerciale che vale il 50% del PIL mondiale, significa un aumento del PIL del 1% circa e ha un valore circa 195 Mld per l’Europa e 90Mld per l’America.

Ovviamente a farne le spese sarebbero gli altri grandi mercati, Russia e in primis Cina, penalizzati dall’abolizione dei dazi doganali e che guarda caso sono gli stessi Paesi dove ha soggiornato e soggiorna il ragazzo più ricercato del momento.

Con una fava due piccioni, oltre alla rottura dei negoziati sul libero scambio, la mossa di Snowden ha prodotto un clima di diffidenza che potrebbe incidere nei rapporti militari e di difesa in seno alla Nato.

Gli Stati Uniti d’America da qualche tempo stanno spostando l’attenzione e quindi le risorse strategiche militari dall’atlantico al pacifico, ritenendo l’asse atlantico oramai normalizzato e sotto controllo degli alleati.

La rottura o l’interruzione dei rapporti tra UE e USA potrebbe ritardare il posizionamento sull’asse del pacifico delle forze USA, provocando un danno nel controllo paritetico degli equilibri nel sud est asiatico, uno degli obiettivi commerciali ed egemonici della politica di Pechino.

In conclusione, personaggi, contesti, luoghi e obiettivi, portano più a considerare un’ottima attività di intelligence che ad una iniziativa di un singolo dettata da buoni sentimenti patriottistici.

 

 

 

 

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About Claudio Loiodice

Claudio Loiodice (Potenza, 14 Luglio 1960) Sociologo Professionista, Criminologo esperto in geopolitica Docente di Criminologia Applicata alle Investigazioni presso il Dipartimento dell’Educazione della Repubblica e Cantone del Ticino (CH) Dirigente Associazione Nazionale Sociologi, delegato per il UK. Membro del direttivo nazionale della Fondazione Antonino Caponnetto e rappresentante UK. Membro della British Sociological Association e della American Society of Criminology. Biografia Si arruola nel corpo delle Guardie di P.S. (poi diventata Polizia di Stato) nel 1979. Giovane sportivo, dopo il corso di istruttore diventa Guardia di Pubblica Sicurezza, viene destinato a Torino dove viene impiegato immediatamente nelle attività più delicate nel contrasto alla criminalità. Nel 1984 viene assegnato alla sezione criminalità organizzata della squadra mobile e impiegato nelle più delicate indagini su tutto il territorio nazionale contro le varie organizzazioni mafiose, divenendo ben presto stretto collaboratore di grandi investigatori. Si occupa in particolare del fenomeno dei sequestri di persona, all’ epoca vera piaga nazionale, e, in particolare, dei sequestri di Marco Fiora, Carlo Celadon e Patrizia Tacchella, oltre ai molti casi di omicidi legati all’ Ndrangheta e alla Mafia. Nel 1987 frequenta l’Istituto di Perfezionamento per Ispettori e, dopo aver superato il corso, viene nominato comandante di squadra investigativa presso la sezione Omicidi e Criminalità Organizzata della Squadra Mobile. Alla fine del 1989, viene scelto dai vertici della Polizia come primo Ufficiale di Polizia Giudiziaria addetto ad attività under cover. Viene affidato all’ addestramento operativo della Drug Enforcement Administration. Nel 1990 compie la prima attività sotto copertura infiltrandosi in un’organizzazione internazionale guidata da cittadini curdi in Italia e Spagna. Dal 1990 al 2002 svolge 12 missioni under cover a livello nazionale e internazionale riuscendo a sgominare dall’ interno pericolose organizzazioni mafiose. Nel contempo svolge studi approfonditi sulla sociologia dell’immigrazione. Propone e crea la prima squadra contro la criminalità estera occupandosi di Nord Africa, Albania e Cina. Nel 1993 conduce personalmente le indagini sul primo omicidio legato alla criminalità cinese e collabora direttamente con il P M, portando a termine una delicata indagine internazionale che sfocia nell’ arresto di criminali cinesi in Italia, Francia e Olanda. Gli studi sul fenomeno lo portano a partecipare ad una ricerca accademica presso la facoltà di Sociologia e Antropologia della Oxford University. All’ inizio degli anni 2000 si dedica allo studio del fenomeno del fondamentalismo islamico in Europa e delle dinamiche di proselitismo e radicalismo dei Paesi Nord Africani; studi ovviamente legati alle tecniche di infiltrazione mediante l’immigrazione clandestina di elementi legati al terrorismo internazionale. Approfondisce le questioni relative al proliferare delle “case di preghiera” nei quartieri cittadini a forte presenza musulmana e di emarginazione sociale. Nel contempo svolge le sue ultime attività undercover infiltrandosi nelle più pericolosa ‘ndrangheta calabrese, specializzandosi in attività antiriciclaggio. L’ operazione porta allo smantellamento totale della struttura criminale nel nord Italia, incidendo pesantemente anche sulle finanze delle famiglie ‘ndranghetiste. Mette a frutto le sue esperienze come “commercialista” infiltrato per specializzarsi nei processi internazionali economici, nel Business Intelligence e nelle Due Diligence, offrendo, grazie ai suoi contatti nell’ intelligence internazionale tecniche di analisi e gestione delle crisi industriali, dei progetti antifrode e antiriciclaggio. Nella seconda metà degli anni 2000 lascia la Polizia di Stato e si trasferisce a Londra dove si specializza e dirige la società Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd per la gestione del rischio industriale e finanziario. Nel 2012 ottiene il Master in Alti Studi Geopolitici organizzato dalla prestigiosa Società Italiana per le Organizzazioni Internazionali con una tesi sulla “primavera araba” in Bahrain. Membro dell’Ufficio di Presidenza della Fondazione Antonino Caponnetto, si occupa di progetti di legalità e di studi sulla corruzione, il riciclaggio e gli appalti pubblici. Consulente in affari geopolitici dell’Osservatorio Mediterrraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie. Pubblica costantemente le sue ricerche sui periodici in Italia e UK, dell’Associazione Nazionale Sociologi http://www.ans-sociologi.it/ e dalla British Sociological Association - BSA Teacher Journal. Claudio Loiodice (Potenza, Italy, July, 14 1960) Professional Sociologist, Criminologist with expertise in geopolitics. Teacher of Criminology applied to Investigations at the Department of Education of the Republic and Canton of Ticino (Switzerland) Board Member of the Italian Sociologist National Association - Associazione Nazionale Sociologi – UK delegate. National Board Member of the Antonino Caponnetto Foundation and UK representative. Member of the British Sociological Association and of the American Society of Criminology. Biography He joined the Italian National Police (former Guards of Public Security) in 1979. Young athlete, after the course as instructor he becomes Guard of Public Security and he is transferred to Torino (Italy) where he is immediately employed in the most delicate activities against crime. In 1984, he is transferred to the Organized Crime Department of the Italian Flying Squad and is employed in the most delicate investigations, carried out on a national level, into the various mafia – type organizations, thus becoming soon a close collaborator of great investigators. In particular, he focuses on kidnapping, at that time a national emergency. In particular, he works on the kidnapping of Marco Fiora, Carlo Celadon and of Patrizia Tacchella. He also works on several murder cases related to mafia – like organizations (‘Ndrangheta – Italian Region of Calabria and Mafia – Italian Region of Sicily). In 1987 he attends the School for Inspectors of the Italian National Police. Once graduated he is appointed Chief of the Investigation Team of the Murder and Organized Crime Department of the Italian Flying Squad. At the end of 1989, he is chosen by the Executives of the Italian Police as the first Officer of Judiciary Police for under cover activities. He receives then operative training by the Drug Enforcement Administration. In 1990, he completes his first under cover mission. He infiltrates an international criminal organization managed by Kurd citizens in Italy and in Spain. Between 1990 and 2002, he completes 12 under cover missions both on a national and on an international level. He manages to defeat from the inside dangerous mafia like organizations. In the meantime, he carries out in depth studies on the sociology of migration. He proposes the creation and then creates the first Italian Police Team against foreign crime. He focuses on North Africa, Albania and China. In 1993, he personally carries out investigations into the first murder case related to the Chinese organized crime. He collaborates directly with the Public Prosecutor in a delicate international investigation that will lead to the arrest of Chinese criminals in Italy, France and Holland. His studies on this matter enable him to participate to an academic research held at the Faculty of Sociology and Anthropology of the Oxford University. At the beginning of the 2000s, he focuses his studies on the Islamic fundamentalism in Europe and on the dynamics of proselytism and of radicalism in the North African Countries. These studies are obviously related to the infiltration techniques through the illegal immigration of subjects related to international terrorism. He studies in depth the so-called phenomenon of the “Houses of Prayer” that develop in the districts characterized by a strong Muslim presence and by social exclusion. In the meantime, he completes his last under cover mission. He infiltrates the most dangerous Calabrian mafia – like criminal organization and he specializes in anti-money laundering activities. The mission leads to the total dissolution of the criminal structure in the North of Italy; this has a strong negative effect on the Calabrian mafia – like families and on their finances. He uses his experience as infiltrated “accountant” in order to specialize his skills in the international economic processes, in Business Intelligence and Due Diligence. Thanks to his contacts in the international intelligence, he offers analysis techniques, industrial crisis management techniques and anti-fraud and anti-money laundering projects. In the second half of the 2000s, he retires from The Italian National Police and moves to London where he is managing director of the company Strategy & Security Advisory – SSA EMEA Ltd, whose core business is financial and industrial risk management. In 2012, he achieves the Master in High Geopolitical Studies organized by the prestigious Italian Society for the International Organizations - SIOI. His Master dissertation focuses on the “Arab Spring” in Bahrain. As a board member of the Antonino Caponnetto Foundation, he works on projects related to lawfulness and on studies on corruption, anti-money laundering and public tenders. He is a consultant for the geopolitical affairs of the Italian Mediterranean Observatory for the Organized Crime and mafia- like organizations. He constantly publishes his researches on journals in Italy and in the UK, via the Italian Sociological Association - http://www.ans-sociologi.it/ - and the British Sociological Association - BSA Teacher Journal.

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