Ans

Convegno Nazionale ANS

Il prossimo 13 giugno presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sogiologia e Comunicazione di Roma  si terrà  il convegno nazionale dell’ ANS (associazione nazionale sociologi). Insieme a tanti altri miei stimati colleghi, cercheremo di approfondire il tema proposto quest’anno: “DEVIANZA E CRIMINALITA’ IN TEMPO DI CRISI”.

(http://www.ans-sociologi.it/word/notlast.pdf)

PAS, Parental Alienation Syndrome, sindrome da alienazione genitoriale

Propongo qui, l’ ultimo mio articolo pubblicato sulla Newsletter di questo mese dell’ ANS (associazione nazionale sociologi) l’ intera Newslwter è scaricabile a questo indirizzo

http://www.ans-sociologi.it/word/newsllast.doc

PAS, Parental Alienation Syndrome, sindrome da alienazione genitoriale

Carissimo Presidente, carissime colleghe e colleghi,
Vi propongo una discussione aperta sul tema della PAS, Parental Alienation Syndrome, in italiano sindrome da alienazione genitoriale.
Ancora una volta le controverse teorie della psicologia e della psichiatria entrano prepotentemente nella sfera di competenza, anche se non esclusiva, della scienza sociale.
Ancora una volta, in mancanza di una normativa giuridica univoca, assistiamo ad interventi giurisdizionali proposti ed eseguiti a seguito di valutazioni consulenziali e soggettive, che a mio avviso invece che risolvere un evidente problema sociale, quello dell’affido dei minori, lo acuiscono in maniera drammatica.

E’ del 22 Aprile scorso la notizia della sottrazione autoritaria di due minori, portati via dalla loro casa e dall’affetto della madre per essere affidati ad una casa famiglia.

Sono e resto rispettoso delle sentenze della magistratura, ma mi riservo un diritto di critica qualora, come in questo caso, il giudizio di merito, come quello di diritto, difetta di basi, scientifiche e giuridiche, quindi si prestano ad una interpretazione soggettiva.

Le pochissime immagini video che ho potuto vedere mi hanno inorridito, come professionista e soprattutto come genitore.

Si potevano distinguere le voci di due bambini che si opponevano al loro allontanamento da casa, ponendo come infantile ma genuina giustificazione “chi ci aiuterà ora a fare i compiti”.

La mamma dal canto suo cercava per quanto le era possibile di tranquillizzare i suoi figli, assicurando la sua costante presenza nei pressi del luogo dove sarebbero stati portati.

Non voglio divulgarmi nel merito circostanziale dei fatti raccontati dai media, vorrei invece attivare una discussione scientifica indirizzata ai membri della nostra community.

Premettendo che questa è solamente la base incompleta di una prima analisi, in attesa dei vostri preziosissimi commenti professionali oltreché umani, mi appresto a sottoporvi le mie valutazioni:

L’ipotesi di questa controversa dinamica attiene alla psicologia disfunzionale ed è stata elaborata dallo psichiatra statunitense Richard Gardner. Secondo la sua teoria, la PAS si attiverebbe sui figli minori coinvolti in contesti di separazione e divorzio conflittuale dei genitori, nei quali non vi è stata adeguata mediazione.

Già in questa prima definizione ricorre un difetto, cioè quello che in definitiva il problema cardine non è stato l’aspetto conflittuale della coppia, ma bensì l’inadeguatezza del sistema sociale di mediazione, in sintesi il problema è essenzialmente, seppur non completamente, sociale quindi di attinenza delle scienze sociali.
Sin dal primo momento, 1984, la PAS è stata oggetto di dibattiti negli ambienti scientifici e giuridici.

Gran parte della comunità scientifica non ha mai riconosciuto la PAS come un disturbo psicopatologico, né tantomeno è stato recepito come tale dall’ordinamento giuridico internazionale.

La presunta patologia non è stata nemmeno citata dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM), né tantomeno la prossima edizione di quest’anno prevede di inserirla come sindrome o malattia.

All’interno della comunità internazionale è in corso un acceso dibattito sulla PAS.

Sta per delinearsi un nuovo concetto denominato PAD (Parental Alienation Disorder). Si tende, secondo le teorie di Bernet, ad identificare il fenomeno non come sindrome ma come disturbo della alienazione genitoriale.

Esiste quindi una completa confusione nella comunità psichiatrica e non potrebbe essere diversamente data la natura complessa della materia trattata.

Anche la Comunità Italiana di Neuropsichiatria Infantile si dibatte sul tema, mentre la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) nel 2007 dava come linee guida sull’abuso sui minori la PAS, definendola come POSSIBILE abuso psicologico. Il presidente della Società Italiana di Psichiatria definisce la PAS “priva di presupposti clinici, di validità e di affidabilità”.

Non ho intenzione di iniziare una discussione sui contrastanti concetti psichiatrici, né tantomeno sulle motivazioni scientifiche che le determinano, ma vorrei porre l’accento sulla non unicità delle risultante e pertanto la non utilizzazione in ambito cautelare giudiziario.

Tenteremo invece di riportare il ragionamento in ambiente di discussione e valutazione sociologica, riguardante la coppia, la famiglia e in generale i nuclei e sotto nuclei che compongono la società moderna.

L’Italia non ha una legislazione diretta in materia “alienazione genitoriale”, ma già dal 2006, la legge 54 sull’affido condiviso, modificava la prassi che prevedeva in linea di massima che i figli venissero affidati a un solo genitore al fine di evitare fattispecie traumatiche, come appunto l’alienazione genitoriale era una delle eventualità. Or dunque la mancanza di validità e affidabilità scientifica non può dare impulso legittimo sul punto di vista legale.

Una importante docente di diritto presso l’università della California, Carol Bruch, nel 2001 definiva la teoria di Richard Gardner, senza nessuna base scientifica e logica.

La National District Attorneys Association (Associazione Nazionale dei Procuratori Distrettuali) nel 2003 emanava una circolare a tutti i Pubblici Ministeri d’America che aveva come scopo quello di dare linee guida su come affrontare il problema, dichiarando che la PAS non è una teoria verificata e che potrebbe comportare conseguenze a lungo termine sui bambini oggetto di provvedimenti.

Ancora più duro è il giudizio dato dalla stessa Associazione in ambito di applicazione giurisdizionale, affermando che la PAS è una teoria senza prove in grado di minacciare l’integrità del sistema penale e la sicurezza dei bambini vittime di abusi.

Patrizia Raimondo, Psicologa dell’Università di Trieste, ritiene che la PAS sia un modo per occultare la violenza maschile contro le donne.

Anche in Spagna, nel 2008, uno studio ha dimostrato che esiste uno scarsissimo numero di lavori scientifici.

Nella pubblicazione del 2011 di un lavoro congiunto Spagna/Argentina, con il titolo PAS e sottotitolo “Presunta Sindrome di Alienazione Genitoriale”, la PAS è descritta come un «costrutto pseudo-scientifico» che, utilizzato in ambito giudiziario, genera «situazioni di alto rischio per i minori e provoca un’involuzione nei diritti umani di bambine e bambini e delle madri che vogliono proteggerli».

Nel 2010, l’Associazione Spagnola di Neuropsichiatria si è pronunciata definitivamente e ufficialmente contro l’uso clinico e legale dell’espressione “Sindrome di Alienazione Genitoriale”, definendola «un castello in aria», raccomandando agli associati di non utilizzarla in Tribunale in quanto presenta gravi rischi.

Pertanto, a mio parere, sarebbe da analizzare, come comunità scientifica, sotto l’aspetto ovviamente sociologico, ancorché giuridico, l’utilizzo incauto di uno strumento di valutazione clinica nel diritto e in particolare nel diritto minorile.

Pubblicherò quello che oggi ho scritto su un apposito forum, i cui dettagli vi saranno comunicati a breve, chiedendo a tutti voi di intervenire, aperto anche ai colleghi della BSA e a tutti coloro che vorranno intervenire, compresi giuristi italiani, inglesi e statunitensi.

In fine il mio obiettivo, che spero diventi il nostro, sarà quello di pubblicare i risultati della ricerca e di conseguenza organizzare un apposito convegno.

Vi ringrazio e vi prego di contattarmi per i dettagli direttamente o tramite la presidenza.

30/04/2013

Claudio Loiodice

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